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	<pubDate>Sun, 25 Dec 2011 10:41:39 +0000</pubDate>
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		<title>LAMPEDUSA: L&#8217;isola della Speranza</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jun 2011 19:17:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
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LAMPEDUSA - La notte che precede un viaggio non è mai la &#8220;solita notte&#8221;. Più che dormire è un dormiveglia, si pensa se nello zaino c&#8217;è tutto e si continua a sfogliare eccitati le pagine della guida che parlano della nuova meta. Ma questa volta, invece di stringere la solita guida nelle mani, ascoltavo [...]]]></description>
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<p style="text-align: left; "><span style="font-size: 13.3333px;"><strong>LAMPEDUSA - La notte che precede un viaggio non è mai la &#8220;solita notte&#8221;. Più che dormire </strong><img class="alignright size-medium wp-image-1959" title="21" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/21-225x300.jpg" alt="21" width="225" height="300" /><strong>è un dormiveglia, si pensa se nello zaino c&#8217;è tutto e si continua a sfogliare eccitati le pagine della guida che parlano della nuova meta. Ma questa volta, invece di stringere la solita guida nelle mani, ascoltavo i notiziari in televisione cercando di capire qualcosa riguardo la nuova situazione che andava delineandosi nel Mediterraneo. Dopo la caduta dei governi nordafricani di Tunisia ed Egitto, era scoppiata la guerra in Libia e la rivolta popolare in Siria, ma in realtà nulla riusciva ad essere troppo chiaro. Una cosa però l&#8217;avevo capita: da qualche settimana, in Italia, a Lampedusa o &#8220;Lampy Lampy&#8221;, come la chiamano i migranti, stava succedendo qualcosa di grosso, qualcosa che gli italiani non potevano immaginarsi. Neppure io me ne sarei reso conto se non ci fossi andato di persona. </strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13.3333px;"><strong></strong></span><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1948" title="3" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/3-300x200.jpg" alt="3" width="300" height="200" /><span style="font-weight: normal;"><strong>E&#8217; l&#8217;isola italiana più lontana &#8220;isola d&#8217;alto mare&#8221;, la più estesa dell&#8217;arcipelago delle Pelagie, la più vicina all&#8217;Africa, tanto è vero che dista poco più di 110 km dalla Tunisia, 205 dalla Sicilia e 290 dalla Libia. Ma siamo in Italia, siamo in Europa. </strong><strong>Isola meticcia Lampedusa, terra dalla lunga storia, contesa fra loscorrere dei secoli dai più grandi popoli del mediterraneo: Greci, Romani, Saraceni, Bizantini, Spagnoli, Maltesi, fino ad arrivare alla spedizione dei Mille e l&#8217;annessione al Regno Italico. Terra di leggende dove secondo Omero visse la ninfa Calipso che tenne</strong></span></strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1949" title="4" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/4-300x200.jpg" alt="4" width="300" height="200" /> presso di sé per ben sette anni Ulisse, ed isola epica, dove Ludovico Ariosto ambientò un canto dell&#8217;Orlando Furioso. </strong><strong>Storia e destino sembrano, come nell&#8217;antichità, incontrarsi ancora una volta a Lampedusa, grazie alla sua posizione geografica, talmente strategica, da essere di nuovo oggi il cuore del Mediterraneo su cui si posano gli occhi di tutto il mondo. Questa splendida isola, che sa fondere l&#8217;incanto del mare con gli aromi della terra, ha vissuto quest&#8217;anno una primavera diversa dalle altre, una primavera proveniente dalle coste nord-africane, &#8220;La <img class="alignleft size-medium wp-image-1967" title="8" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/8-300x200.jpg" alt="8" width="300" height="200" />primavera dei Gelsomini&#8221; che l&#8217;ha fatta assomigliare più alla loro Africa che all&#8217;Europa. </strong><strong>Le immagini dell&#8217;isola hanno fatto il giro d&#8217;Italia e del Mondo: gente in terra stesa ad ogni angolo e buste di plastica che il vento ha seminato ovunque, che affondano in mare o che restano appiccicate come manifesti alla rete di recinzione dell&#8217;aeroporto. Giornalisti e televisioni arrivano da ogni parte del Mondo per raccontare questa difficilissima convivenza al fondo dell&#8217;Europa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong><strong>&#8220;Aspetta, e vedrai quanti ne troverai appena metterai piede fuori dall&#8217;aeroporto&#8221;. Questa fu la risposta<img class="alignright size-medium wp-image-1972" title="9" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/9-300x200.jpg" alt="9" width="300" height="200" /> del mio compagno di posto sul volo Catania-Lampedusa alla mia domanda: &#8220;ma si riusciranno a fotografare da vicino questi migranti?&#8221;. Aveva ragione lui, non mi sarei mai aspettato nulla del genere, credevo che la situazione fosse sotto controllo ed in un certo senso lo era, ma c&#8217;erano più probabilità di incontrare un migrante che un isolano. &#8220;Vedi - mi disse Veronica lungo il tragitto dall&#8217;aeroporto all&#8217;appartamento - quelli in macchina e sui <img class="alignleft size-medium wp-image-1973" title="10" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/10-300x200.jpg" alt="10" width="300" height="200" />motorini sono Lampedusani, quelli a piedi sono Tunisini&#8221;. Poche erano le macchine oltre alla nostra, gli altri erano tutti a piedi e le strade ed i bar ne erano pieni. Lampedusa poteva chiamarsi tranquillamente anche Tunisi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong> Tutto quello che avevo visto alla televisione nei giorni precedenti era ora sotto i miei occhi. Un barcone <img class="alignright size-medium wp-image-1975" title="111" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/111-300x200.jpg" alt="111" width="300" height="200" />stracolmo di immigrati tunisini stava arrivando in porto, soccorso dalla Guardia Costiera ed accolto dai medici, dai volontari, dai mediatori culturali. Qualcuno saluta con la mano, qualcuno vomita, molti non si reggono sulle gambe. Tutti pensano di avercela fatta, l&#8217;Europa finalmente. Nei giorni scorsi mi raccontava Veronica che molti lampedusani avevano gridato: &#8220;andatevene qui non c&#8217;è più posto, fatevi portare in Italia&#8221;. Mi è parso <img class="alignleft size-medium wp-image-2085" title="56" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/56-300x200.jpg" alt="56" width="300" height="200" />subito di capire che ormai Lampedusa si sentisse altrove, gli isolani avevano finito la pazienza, si sentivano abbandonati dal Governo e volevano riprendersi la propria isola. &#8220;Siamo già stati troppo accoglienti - continua Veronica - non è razzismo ma solo sopravvivenza&#8221;. E come dargli torto, ondate di sbarchi in rapida successione hanno riempito e riempiono sempre di più l&#8217;isola. Il centro di accoglienza scoppia. Ci vivono 3.200 migranti in una struttura che ne può ospitare 800, costretti a vivere in condizioni disumane, dove non ci<img class="alignright size-medium wp-image-1989" title="511" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/511-300x200.jpg" alt="511" width="300" height="200" /> sono medicine per tutti ed i bagni sono intasati da giorni. Dormono alla meno peggio, alcuni di loro usano i sacchi dell&#8217;immondizia come fossero sacchi a pelo, altri le coperte termiche dorate che gli sono state consegnate oppure niente. Sono venuti in Italia pensando che fosse il paese della libertà ed invece sembra non ci assomigli proprio. Di nuovo, e forse più di prima, questi ragazzi sono separati dal resto del mondo con l&#8217;esercito a presidiare ogni angolo di strada e naturalmente il porto.<br />
A Lampedusa non vogliono tendopoli ma turisti e le tende <img class="alignleft size-medium wp-image-2094" title="191" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/191-300x200.jpg" alt="191" width="300" height="200" />inviate dal Governo restano impacchettate su tre Tir  al molo Favaloro. Oltre alle grida in piazza ed essersi incatenati la protesta è anche fuori dal porto: una lunga fila di pescherecci forma una barriera per non fare entrare le barche mentre gira voce che le imbarcazioni delle forze dell&#8217;ordine non sono più disposte ad uscire per recuperarli in mare e scortarli al porto. Stanno facendo di tutto per impedire e respingere gli attracchi ma tutto questo a quanto pare serve a poco, infatti, qualche ora prima del mio arrivo, un barcone è riuscito ad attraccare aiutato dai migranti che ormai da giorni vivono al porto.<br />
&#8220;Qui viviamo per l&#8217;80% di turismo - hanno gridato gli isolani - non abbiamo altro. La gente non ci vuole più venire a Lampedusa, l&#8217;isola dei<img class="alignright size-medium wp-image-2009" title="img_1304" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_1304-300x200.jpg" alt="img_1304" width="300" height="200" /> clandestini&#8221; Per il restante 20% vivono di pesca ed i pescatori raccontano che quando escono ed avvistano una &#8220;carretta&#8221; devono sospendere la loro attività e fargli assistenza aspettando i soccorsi. Questa è la legge del mare ma non solo, è l&#8217;infinita umanità dei Lampedusani, un&#8217;umanità che forse può avere solo chi abita su di un&#8217; isola in mezzo al mare. E mentre si annunciano nuovi sbarchi, pochissime sono le partenze. Ormai gli scogli, le banchine, i bar, le strade, le spiagge sono occupate da migliaia di tunisini stremati e disperati.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2002" title="22" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/22-300x200.jpg" alt="22" width="300" height="200" />Tutti chiedono un euro, una sigaretta, sono qui da molti giorni ed hanno finito i soldi. A loro la Repubblica Italiana ha mostrato il proprio volto: quello delle tonnellate di acciaio della nave anfibia San Marco. Ma benché ne possa caricare 500 a viaggio e cioè ogni tre giorni sono sempre più quelli che arrivano di quelli che partono, tutto assomiglia al disperato tentativo di svuotare il mare con un cucchiaio. Lampedusa ormai è come il tappeto sotto il quale nascondi la polvere che non ti va di raccogliere, e se la strategia era far diventare insostenibile la situazione per poi<img class="alignright size-medium wp-image-2003" title="25" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/25-300x200.jpg" alt="25" width="300" height="200" /> organizzare un teatrino e far passare modi bruschi e maniere spicce, allora il Governo sta riuscendo nell&#8217;intento. Non solo per i Lampedusani ma soprattutto per i migranti, qualunque cosa è meglio di questo. Le immagini che arrivano nelle nostre case non rendono del tutto l&#8217;idea, ma in molte zone Lampedusa è un maleodorante formicaio di anime in pena e gente disperata. Non è neppure esagerato paragonare il molo Favaloro ad alcune vie di Calcutta. Ci avevo trascorso le vacanze tre anni fa ed ora è un luogo che non si riconosce <img class="alignleft size-medium wp-image-2097" title="231" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/231-300x200.jpg" alt="231" width="300" height="200" />più: il rumore degli elicotteri in perlustrazione e delle motovedette che escono velocemente dal porto, scandiscono le ore delle giornate di un&#8217; isola che è ben oltre il collasso e che regge soltanto grazie a quel pugno di uomini - forze dell&#8217;ordine, volontari, e gente di buona volontà - che provano a fronteggiare una situazione che non è più corretto definire d&#8217;emergenza. Ma quel che più preoccupa oggi è che ancora nessuno se ne occupa.<br />
Nella riserva marina situata al porto, orgoglio dei Lampedusani, ora ci vivono, anzi ci sopravvivono, <img class="alignright size-medium wp-image-2011" title="27" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/27-300x225.jpg" alt="27" width="300" height="225" />centinaia di minori tunisini. Dormono per terra, spesso senza neppure una coperta, respirano un&#8217;aria maleodorante di sudore e pipì e guardano smarriti il tempo che passa. Sono scappati dalla Tunisia da soli, a volte con i soldi raccolti dalla famiglia, speranzosi di mandarli incontro ad un destino che consideravano comunque migliore invece, per ora, forse è perfino peggio di com&#8217;era in Tunisia.<br />
Non si vedono soluzioni concrete all&#8217;orizzonte si sente solo dire che si sta cercando di avviare una collaborazione con il governo di Tunisi che possa evitare gli sbarchi. Intanto la Tunisia per fermare le partenze inizia col presentare <img class="alignleft size-medium wp-image-2006" title="img_6608" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_6608-300x225.jpg" alt="img_6608" width="300" height="225" />all&#8217;Italia un&#8217;altra lista della spesa dopo che molto era già stato concesso negli anni scorsi quando fra il 2003 ed il 2006 furono date nove motovedette, tredici radar, decine di fuoristrada ed altre apparecchiature. Oggi, richiede oltre a pattugliatori navali, motovedette, veicoli, motori e pezzi di ricambio nuovi stanziamenti dopo i 200 milioni di euro già stanziati dal Ministero degli Esteri. E&#8217; lo stesso metodo già adottato con la Libia durante i negoziati per ottenere i pattugliamenti sulle coste, cessioni e rilanci in una trattativa che non si annuncia affatto breve. Dopo le rivolte che hanno portato alla caduta del presidente Ben Alì il paese vive una situazione di stallo economico, &#8220;prima almeno c&#8217;era stabilità - raccontano i migranti - ora bande armate presidiano le vie delle città, ti derubano, ti prendono e ti picchiano senza alcun motivo. Ora a Tunisi non c&#8217;è una guerra dichiarata ma è come se ci fosse.&#8221;<br />
Intanto a Lampedusa le condizioni sono sempre più difficili sia dal punto di vista logistico che da quello<img class="alignright size-medium wp-image-2013" title="30" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/30-300x200.jpg" alt="30" width="300" height="200" /> igienico e l&#8217;isola non ne può più con gli abitanti che chiedono il trasferimento immediato dei quasi 5.000 tunisini. Si sono riaperti anche i cancelli della Loran, la vecchia base Nato dove vengono portate donne, bambini e i profughi provenienti dalla zona Saheliana. Prezioso è anche il lavoro dei mediatori culturali, alcuni arabi si trovano a fare gli psicologi. Mengy 21 anni, figlio di un Eritreo ed una Etiope otto anni fa era uno di loro, uno dei <img class="alignleft size-medium wp-image-2016" title="31" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/31-300x200.jpg" alt="31" width="300" height="200" />disperati in fuga dalla guerra e dalla povertà, oggi accoglie i migranti al porto, spiega dove andare e cosa fare. Racconta che ogni volta rivive un pezzo della sua vita, ma per quanto possibile si consola sapendo che anche per loro c&#8217;è una speranza come c&#8217;è stata per lui. Per quanto sia spiacevole questa emergenza umanitaria ci sono state anche alcune storie a lieto fine come quella della traversata di una nonnina di 84 anni, e quella di Khaled un <img class="alignright size-medium wp-image-2099" title="img_1067" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_1067-300x200.jpg" alt="img_1067" width="300" height="200" />ragazzino di 13 anni arrivato di nascosto in un barcone all&#8217;insaputa di tutti gli altri clandestini e che ha trovato una famiglia che lo prenderà in affido. Poi c&#8217;è la storia di due fidanzatini che dopo essere stati dispersi e ripescati in mare, dove ognuno pensava che l&#8217;altro fosse morto, si sono ritrovati al centro di identificazione. E per finire, la storia di Asfaw e Feketre che stavano per avere un bambino quando è arrivata la telefonata dello scafista. Non avevano scelta e così la donna ha partorito sul barcone, Yeabsera &#8220;Dono di Dio&#8221;.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2021" title="15" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/15-300x200.jpg" alt="15" width="300" height="200" />Tra Sabato e Domenica (26 e 27 marzo) ne sono sbarcati altri 2.000 ed oggi lunedì la popolazione di Lampedusa è composta di 5.500 isolani, circa 6.200 migranti e neanche 400 rappresentanti delle forze dell&#8217;ordine, i quali assieme ai volontari non distinguono più il giorno dalla notte. Non ci sono forze dell&#8217;ordine, dai Carabinieri, alla Capitaneria di Porto, alla Polizia e alla Guardia di Finanza che non abbia a Lampedusa i propri uomini ormai stremati da una fatica che non ammette soste. Quello che più dovrebbe rammaricarci è che ci siamo fatti trovare impreparati al<img class="alignright size-medium wp-image-2022" title="33" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/33-300x200.jpg" alt="33" width="300" height="200" /> momento dell&#8217;invasione, infatti, del possibile arrivo di una marea di profughi ne aveva parlato il nostro stesso governo settimane fa. Lampedusa in quei giorni era una polveriera pronta ad esplodere, una pentola a pressione dove i rischi erano altissimi. Bastava una scintilla che fosse andata ad incendiare quell&#8217;ormai sottile equilibrio che si era creato fra isolani, migranti e forze dell&#8217;ordine, che sarebbe <img class="alignleft size-medium wp-image-2023" title="35" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/35-300x200.jpg" alt="35" width="300" height="200" />successo il finimondo. Provate ad immaginare come 350 agenti avrebbero potuto occuparsi di più di 6.000 persone, stanche, affamate, arrabbiate e deluse. Molto deluse, perché a loro era stato detto che l&#8217;Italia era un paese democratico e libero. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi aveva annunciato nell&#8217;Agosto del 2009 alla Tv Tunisina che sarebbe stato lieto di<img class="alignright size-medium wp-image-2025" title="img_1463" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_1463-300x200.jpg" alt="img_1463" width="300" height="200" />accogliere tutti i giovani tunisini che sarebbero voluti venire in Italia e che da noi avrebbero trovato ospitalità, lavoro, istruzione ed assistenza sanitaria. Niente male tutto questo a poco più di 100 km di distanza, sarebbe stato da stupidi rinunciare all&#8217;invito, soprattutto dopo una rivolta. Ora i giovani Tunisini sono arrivati ma tutto questo oro che luccica non lo vedono, se ne vogliono andare ed invece sono confinati su un&#8217;isola. Alcuni hanno fratelli, coniugi, familiari, amici sparsi in qualche parte d&#8217;Italia ma anche <img class="alignleft size-medium wp-image-2026" title="37" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/37-300x200.jpg" alt="37" width="300" height="200" />in Germania e soprattutto in Francia dove la maggior parte di loro vorrebbe arrivare. In molti comprendono la nostra lingua, l&#8217;hanno imparata alla Tv e li trovi proprio lì, davanti alla televisione dentro i bar ad ascoltare le voci dei telegiornali raccontare di un probabile rimpatrio, molti di loro si riconoscono demoliti nelle immagini degli inviati e sanno che anche i loro genitori potrebbero vederli: un&#8217; umiliazione nell&#8217;umiliazione e non vogliono più essere ripresi né fotografati.<br />
Mentre centinaia di profughi sono sbarcati, altre  <img class="alignright size-medium wp-image-2029" title="6" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/6-300x201.jpg" alt="6" width="300" height="201" />imbarcazioni sono state segnalate nel Canale di Sicilia. Un avvistamento, poi un altro e tanti ancora, esseri umani ammassati l&#8217;uno sull&#8217;altro su barche che spezzano in due imbarcando acqua. Questo esodo sembra non avere più fine. &#8220;Lampedusa è al collasso e rischia di esplodere&#8221; titola Il Giornale di Sicilia che poi continua: &#8220;Siamo in presenza di un incontrollato e non controllabile campo profughi&#8221;.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2033" title="47" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/47-300x200.jpg" alt="47" width="300" height="200" />Ormai il palco di questo inutile teatrino è, ancora una volta, pronto per salirci sopra. Il Governatore della Regione Sicilia Raffaele Lombardo incontra gli isolani e finalmente davanti a loro parla al telefono con il Presidente Silvio Berlusconi. Nella telefonata, Lombardo pare abbia sfogato tutta la rabbia caricata durante la visita sull&#8217;isola &#8220;in ginocchio e distrutta - dice il Governatore&#8221;.<br />
Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno sono approdati 18.500 migranti,<img class="alignright size-medium wp-image-2034" title="40" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/40-300x200.jpg" alt="40" width="300" height="200" /> 1.400 solo nelle ultime 24 ore ed il piano di evacuazione fino ad ora non sembra produrre risultati. La proposta di Lombardo è portare i nuovi arrivati direttamente su navi civili e militari per essere identificati ed avviati al rimpatrio o alla concessione dello status da rifugiato per chi ne avrà i titoli. &#8220;Le tendopoli le facciano in Val Padana visto che siamo un paese unito - afferma il Governatore -&#8221;.<br />
In questi giorni a Lampedusa parole come solidarietà, assistenza, umanità stanno lasciando il posto a rabbia, preoccupazione, paura. Se per il 15 aprile il Governo non avrà risolto &#8220;il caso Lampedusa&#8221; sarà posta in atto <img class="alignleft size-medium wp-image-2036" title="41" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/41-200x300.jpg" alt="41" width="200" height="300" />qualche iniziativa clamorosa. &#8220;Anche i bimbi sono traumatizzati - racconta un padre - non frequentano più le attività extrascolastiche e i più piccoli giocano a fare la conta di quanti migranti partono e quanti ne arrivano, anziché scambiarsi le figurine dei calciatori&#8221;. Cominceremo la nostra ribellione abbattendo la &#8220;Porta d&#8217;Europa&#8221; avvertono alcuni di loro, riferendosi al monumento realizzato su di una scogliera dell&#8217;isola dedicato ai migranti che arrivano con i barconi della speranza.<br />
Dopo 50 giorni d&#8217;inferno con sbarchi e recuperi in mare a ripetizione in una conta senza fine, è giunto per gli isolani un nuovo incubo, il &#8220;rischio epidemia&#8221; e sulla collina che sovrasta il porto quella che ormai è conosciuta da tutti come &#8220;la collina della vergogna e del disonore&#8221; sono ammassate oltre tremila persone. La sensazione è che qui si proceda a<img class="alignright size-medium wp-image-2038" title="39" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/39-300x200.jpg" alt="39" width="300" height="200" /> fari spenti, oppure che non si voglia proprio procedere, una nazione civile e sviluppata arresasi di fronte all&#8217;annunciata emergenza, con un governo che cambia strategia ogni giorno sfornando idee balzane con stupefacente continuità. Per fronteggiare questa ondata non si è trovato di meglio che continuare nella mortificante politica dello scaricabile: l&#8217;Europa scarica sull&#8217;Italia, <img class="alignleft size-medium wp-image-2040" title="44" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/44-300x200.jpg" alt="44" width="300" height="200" />l&#8217;Italia scarica su Lampedusa. La popolazione è esasperata, la situazione è allo stremo, ma soprattutto inadeguata ed incredibile. Lampedusa sembra ormai una cittadina del Magreb e ogni angolo è diventato un luogo buono dove bivaccare e ripararsi dai freddi venti di Maestrale.<br />
L&#8217;Italia, innanzi a questo è praticamente con le mani alzate. E chi arriva sull&#8217;isola per sistemare il tutto? Il Presidente del Consiglio in persona, Silvio Berlusconi. A<img class="alignright size-medium wp-image-2043" title="45" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/45-300x200.jpg" alt="45" width="300" height="200" /> precedere il suo arrivo un traghetto con a bordo un enorme quantità di mezzi delle forze dell&#8217;ordine, 1.200 agenti, macchine presidenziali e tre traghetti passeggeri per iniziare l&#8217;opera di svuotamento dell&#8217;isola. Tutto ora è pronto per la sfilata.<br />
Nel suo discorso agli isolani e all&#8217;Italia annuncia di contare sugli impegni raggiunti con la Tunisia tra i quali il rimpatrio dei migranti e, nello stesso tempo, fermare le partenze dai porti, svuotare l&#8217;isola in due giorni tramite <img class="alignleft size-medium wp-image-2045" title="46" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/46-300x200.jpg" alt="46" width="300" height="200" />ponti aerei o alcune navi già arrivate, ripulirla in breve tempo dalla sporcizia e la messa in onda di spot pubblicitari gratis per incentivare il turismo. Fin qui tutto a posto, ma poi c&#8217;è il rovescio della medaglia: &#8220;nella disgrazia - spiega il Presidente - non ci sono posti liberi negli alberghi e questo è buono per l&#8217;economia&#8221;. Ormai la medaglia ha girato lato ed è l&#8217;ora dello show, di quando, come al solito, vende alla gente soluzioni che non c&#8217;entrano nulla con il problema facendoli sognare. Perché all&#8217;italiano piace sognare. Ha raccontato<img class="alignright size-medium wp-image-2047" title="48" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/48-300x225.jpg" alt="48" width="300" height="225" /> storielle che tutti gli abitanti avrebbero voluto sentirsi dire, ha parlato di impianti fognari ed elettrici, di servizi, di un piano viabilità, di un piano colore in modo da portare più diversità alle costruzioni di Lampedusa e fare dell&#8217;isola una nuova Portofino, un piano verde di piantumazione di flora mediterranea, niente tasse per un anno, abbassare il prezzo del gasolio, fare di Lampedusa zona franca ed area a burocrazia zero senza bisogno di controllo, costruire una scuola, un campo da golf ed un casinò.<br />
Poi c&#8217;è il gran finale dove fa capire agli isolani che devono essere certi di guardare al futuro con ottimismo e serenità <img class="alignleft size-medium wp-image-2049" title="50" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/50-300x200.jpg" alt="50" width="300" height="200" />perché &#8220;Lui&#8221; si è comprato su internet una Villa a Cala Francese e che ora è un lampedusano a tutti gli effetti. Per finire propone l&#8217;Isola di Lampedusa al premio Nobel per la Pace rubando l&#8217;idea ad un lampedusano che la propone da anni.<br />
&#8220;Perché il tutto è stato fatto lievitare fino a questo punto?&#8221; - domanda un giornalista alla conferenza stampa. &#8220;Abbiamo sempre inseguito l&#8217;ipotesi di riportarli tutti in Tunisia - risponde il Presidente che poi continua: Probabilmente ci sono cittadini evasi dalle carceri tunisine, circa 13.600, quindi non risultava conveniente spostare queste persone che il Governo Tunisino voleva indietro&#8221;. A mio modesto parere questo doveva essere il primo motivo per il quale l&#8217;isola andava immediatamente svuotata perché<img class="alignright size-medium wp-image-2054" title="img_2372" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_2372-300x200.jpg" alt="img_2372" width="300" height="200" /> tradotto significava che i Lampedusani erano circondati da migliaia di migranti, molti dei quali delinquenti, che vagavano senza una meta. Alla fine, tutti quelli che erano sospettati di essere delinquenti sono sparsi in tutta Italia.<br />
Quindi, in due giorni l&#8217;isola si sarebbe dovuta svuotare, ma arrivò un vento di nome maestrale che bloccò la navigazione, dunque niente sbarchi ma anche nessuna partenza.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2058" title="63" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/63-300x200.jpg" alt="63" width="300" height="200" />La rivolta della &#8220;collina del disonore e della vergogna&#8221; fu la nuova devastante immagine offerta della mal governata emergenza di quest&#8217;isola dove più di tremila tunisini dormivano appollaiati lungo la scarpata che sovrasta il molo. Ridotti a bestie avevano costruito tende con teloni regalati, tende rubate dalla stazione marittima, pannelli schiodati dalla riserva marina e con tutto quello che si può trovare <img class="alignright size-medium wp-image-2059" title="43" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/43-300x200.jpg" alt="43" width="300" height="200" />allestendo un accampamento come facevano i loro nonni. Pensavano di essersi messi alle spalle la disperazione e invece si ritrovano immersi nella delusione che spegne in questa sporcizia il loro sogno di cambiare vita. Ora nei loro slogan scandiscono due parole: fame e libertà.<br />
Dopo un giorno di maestrale che bloccò di fatto le annunciate partenze si iniziò a parlare di rivolta ed un <img class="alignleft size-medium wp-image-2061" title="53" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/53-300x200.jpg" alt="53" width="300" height="200" />corteo non organizzato di migranti partì dal porto per raggiungere la piazza della chiesa. I migranti sparsi qua e la per le strade si aggregarono velocemente fino a formare un folto gruppo e la piazza della Chiesa fu ben presto gremita. Le urla salivano al cielo &#8220;Libertè Libertè! Berlusconi Libertè! Poi il corteo sfilò in viale Roma dove a calmare gli animi intervenne il questore promettendogli che appena le condizioni del mare fossero migliorate sarebbero partiti.<img class="alignright size-medium wp-image-2062" title="54" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/54-300x225.jpg" alt="54" width="300" height="225" /> Ma ormai le voci di un rimpatrio in Tunisia, apprese dalle televisioni e dai giornalisti, erano sempre più frequenti ed i migranti volevano essere rassicurati che ciò non avvenisse. &#8220;Se non ci lasceranno andare via di qui - confida un migrante a macchine spente - ci riprenderemo la libertà come abbiamo fatto in Tunisia&#8221;. E&#8217; un pomeriggio lungo e caldo e la discussione fra le parti finisce in serata al porto. Se ne andranno tutti in Italia&#8230;e sì, perché Lampedusa non è in Italia. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il piano di via libera ai permessi temporanei deciso <img class="alignleft size-medium wp-image-2066" title="58" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/58-300x201.jpg" alt="58" width="300" height="201" />a Roma applica l&#8217;accordo raggiunto tra l&#8217;Italia e la Tunisia: chi è arrivato prima del 5 aprile avrà il permesso temporaneo di soggiorno, chi è arrivato dopo, deve essere rimpatriato. Il discorso non riguarda i migranti provenienti dalla Libia, ovvero gli africani che hanno diritto all&#8217;asilo.<br />
Ma la rabbia riemerge nei giorni seguenti nonostante si fossero riavviati gli imbarchi. La storica roulotte che era abbandonata al porto fu incendiata e due giorni dopo al Centro di Identificazione un&#8217;altra rivolta, quella dei minori che protestarono sui tetti incendiando alcune parti della struttura e procurandosi ferite.<br />
Dunque, la gioia di quelli arrivati dopo il 5 aprile è durata solo alcuni giorni perché sono stati tutti <img class="alignright size-medium wp-image-2067" title="59" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/59-300x200.jpg" alt="59" width="300" height="200" />reimbarcati sull&#8217;aereo. Loro però non lo sapevano, erano tutti contenti, avevano salutato gli amici. Gli avevano detto che il volo li avrebbe portati in Italia verso la bella vita conquistata con un viaggio orribile che si erano pagati con tutti i loro risparmi. Ma purtroppo per loro l&#8217;aereo non era diretto verso l&#8217;Italia, la destinazione era Tunisi. &#8220;Quando i passeggeri del volo sbucano dalla porta degli arrivi e affogano nel sole del piazzale - scrivono gli inviati da Tunisi - sembrano instupiditi. Hanno la stanchezza dell&#8217;anima negli occhi: li chiami, li tocchi, non reagiscono quasi fossero vittime di un sedativo che li imbambola. Nessuno che li attende, nessuno che li aiuti, con il portafoglio più vuoto di quando sono partiti. Di questi ragazzi cacciati molti si vergognano di ritornare a casa: l&#8217;umiliazione di presentarsi a padri e madri che hanno venduto tutto per raccogliere il denaro e pagargli il viaggio è troppo forte. E come se non bastasse, ora nel loro paese sono anche responsabili del reato di emigrazione clandestina&#8221;.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2070" title="60" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/60-300x200.jpg" alt="60" width="300" height="200" />Come non raccontare anche la storia di Joseph che ha dell&#8217;incredibile. A lui l&#8217;Italia non è sembrata l&#8217;eldorado di sogni e canzonette. L&#8217;insegna dei carabinieri invece gli è apparsa come l&#8217;unica scialuppa di salvataggio e pazienza se bussare a quella porta significava consegnarsi alle autorità come clandestino. &#8220;Voglio tornare a casa non ce la faccio più - ha detto ai carabinieri - sono stanco voglio riabbracciare i miei figli, aiutatemi. Sono sbarcato il 20 marzo a Lampedusa, poi sono stato mandato a Manduria e da lì sono scappato stremato. Ho vagato senza sapere dove andare, poi ho deciso di tornare in Tunisia, la mia unica sicurezza&#8221;. Peccato che Joseph non abbia stretto i denti fino a giovedì (5 aprile), avrebbe potuto guadagnare il permesso di soggiorno temporaneo e potersi giocare davvero la partita.<br />
Quella di Lampedusa è una storia dalla quale non riesco più a staccarmi, anche perché sembra un film a<img class="alignright size-medium wp-image-2064" title="57" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/57-200x300.jpg" alt="57" width="200" height="300" /> puntate, una telenovela senza fine. Ora che si è fermato il flusso dei Tunisini, arrivano quelli dalla Libia, sembra che Gheddafi abbia iniziato ad aprire le prigioni, quelle prigioni e quei campi di concentramento che proprio i paesi Europei hanno finanziato in tutti questi anni poiché l&#8217;emigrazione venisse gestita altrove. Ora si attendono sbarchi ancora più massicci di quanto accaduto con la Tunisia. I servizi segreti italiani ma anche da Bruxelles, stimano migliaia di profughi in arrivo nelle prossime settimane, saranno i proiettili che la Libia sparerà contro l&#8217;Italia e contro l&#8217;Europa. Da Gennaio a fine Aprile ne sono sbarcati circa 28.000 a confronto dei 4.400 sbarcati in tutto l&#8217;anno 2010 e 9.000 nel 2009. Ma soprattutto lo scorso anno non ci furono morti, quest&#8217;anno siamo già a 1.200 circa. Decine di vite spezzate, corpi che il mare ha inghiottito e che ormai la gente ha già dimenticato. Sembra che il mediterraneo si sia trasformato in terra di nessuno.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2073" title="img_2374" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_2374-300x200.jpg" alt="img_2374" width="300" height="200" />Ancora oggi carovane di rottami pronti alla demolizione provenienti dalla Libia, stipati all&#8217;inverosimile continuano ad arrivare, ed un umanità stanca continua a riempire il molo Favaloro. E&#8217; servita nei giorni scorsi una catena umana di agenti delle forze dell&#8217;ordine e lampedusani per tirare a riva un barcone di 500 profughi finito contro gli scogli. Ogni sbarco viene definito come lo sbarco dei record ed il più numeroso nella storia di queste migrazioni. Ora le sagome delle barche<img class="alignright size-medium wp-image-2077" title="img_6140" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_6140-300x225.jpg" alt="img_6140" width="300" height="225" /> che si stagliano all&#8217;orizzonte sono meno frequenti, ma ciò non cambia nulla perché sono più grandi e più piene di quelle di prima e vengono raccontati come pezzi d&#8217;Africa con il suo popolo di uomini, donne e bambini del Ghana, della Nigeria, del Mali, del Sudan, del Ciad, del Congo, del Bangladesh, del Pakistan, egiziani, algerini, libici, dei veri e propri paesi galleggianti che potrebbero fare Comune. Ed è sempre un crescere: 600, 759, 842, 1257 e chissà quanti altri ancora, tutti numeri che in realtà sono facce con un nome e con almeno un sogno, come tutti noi.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2074" title="img_6474" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_6474-300x225.jpg" alt="img_6474" width="300" height="225" />I popoli che sono scesi a protestare contro i tiranni erano mossi da un desiderio di profonda libertà e giustizia. La &#8220;rivoluzione dei gelsomini&#8221; che ha ridestato il mondo arabo, si è avvalsa di una miscela potente di miseria e rabbia, dove gli eroi di questa rivoluzione sono stati soprattutto i giovani. E&#8217; stato infatti il gesto estremo di Mohamed Buazizi, 28 anni diplomato ma senza lavoro che si diede fuoco e scatenare nel popolo tunisino la scintilla della rivoluzione.<br />
Per una volta stiamo attenti: la storia bussa alle porte di casa nostra e ci risveglia da una distrazione lunga<img class="alignright size-medium wp-image-2101" title="img_1905" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/img_1905-300x200.jpg" alt="img_1905" width="300" height="200" /> decenni. Lo ha fatto e lo sta facendo con il volto dei profughi che sono arrivati a Lampedusa. Il Mediterraneo, considerato da secoli un grande parco archeologico di antiche civiltà scomparse, è tornato ad essere punto nevralgico per la pace e l&#8217;economia del mondo e noi ci siamo in mezzo.<br />
A ricordarci che l&#8217;Africa é sempre così vicina e a smentire che l&#8217;emergenza sia finita la quiete viene ancora rotta dalle motovedette che salpano ed accompagnano i barconi alla deriva fino al porto. Chissà quante brutte scene vedremo ancora e chissà quanti altri ancora dovranno bersi l&#8217;acqua di mare. Non è accettabile che si faccia una guerra per proteggere i civili in Libia e poi lasciarli morire in mare.<br />
<img class="alignleft size-medium wp-image-2078" title="64" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2011/06/64-300x200.jpg" alt="64" width="300" height="200" />Difficile immaginare adesso che a qualcuno venga in mente di andare a trascorre le vacanze su di un&#8217; isola che ha visto succedere di tutto. Quest&#8217;isola, però, che per migliaia di persone è stata una zattera di salvataggio dal terrore e dalla miseria, sta tornando di nuovo a vivere ed io lo dico seriamente: davvero merita il premio Nobel per la Pace. Se dovessi consigliarvi un&#8217;isola dalle acque caraibiche dove trascorrere le vacanze, vi proporrei Lampedusa per tanti buoni motivi: il primo, è che sarete voi il suo &#8220;Premio Nobel&#8221;.<br />
</strong><strong><em> </em></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><em>Matteo Osanna</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Per un fotografo una storia non è un indirizzo a cui recarsi con delle macchine sofisticate ed i filtri giusti. Una storia vuol dire leggere, studiare, prepararsi.<br />
Fotografare vuol dire cercare nelle cose quel che uno ha capito con la testa.<br />
La grande foto è l&#8217;immagine di un&#8217;idea.<br />
Bisogna capire cosa c&#8217;è dietro i fatti per poterli rappresentare.<br />
La fotografia - clic! -<br />
quella la sanno fare tutti.&#8221;<br />
(Tiziano Terzani)</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><br />
I fatti narrati risalgono al periodo antecedente, durante e successivo alla settimana che ho trascorso a Lampedusa dal 28 Marzo al 04 Aprile 2011.<br />
Letture consigliate &#8220;-BILAL- viaggiare, lavorare e morire da clandestini&#8221; un libro, anzi un documento del bravissimo Fabrizio Gatti.</strong></p>
<div style="text-align: justify;"><strong>Un ringraziamento all&#8217;amico Mami Sirio e alla giornalista Lucia Renati che hanno collaborato alla cura del testo.</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong>Foto Lampedusa:</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong><a href="https://picasaweb.google.com/osannamatteo/FotoLampedusaLAMPEDUSALIsolaDellaSperanza">https://picasaweb.google.com/osannamatteo/FotoLampedusaLAMPEDUSALIsolaDellaSperanza</a></strong></div>
</div>
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		<title>&#8220;Australian Spirit&#8221;: viaggio fra i BackPackers nell&#8217;altra faccia dell&#8217;Australia (Fremantle - West-Australia)</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 16:15:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Questo è  soltanto quello che si può dire del mio&#8221;diario di bordo&#8221;. Buon Viaggio!
1. AUSTRALIA ARRIVO! (28/29.09.2010) IN VOLO - Quando parti per un viaggio non sai mai cosa ti aspetta, lo puoi solo immaginare e a volte, ciò che ti immagini non centrerà nulla con quello che avverrà. Lo dice la parola stessa “viaggio”: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><strong>Questo è  soltanto quello che si può dire del mio&#8221;diario di bordo&#8221;. Buon Viaggio!</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #ff9900;"><em><strong>1. AUSTRALIA ARRIVO! (28/29.09.2010)</strong></em></span><strong> IN VOLO - Quando parti per un viaggio non sai mai cosa ti aspetta, lo puoi solo immaginare e a volte, ciò che ti immagini non centrerà nulla con quello che avverrà. Lo dice la parola stessa “viaggio”: una forza </strong><strong>sconosciuta che ti trasporta, ma che in alcuni momenti, se sei bravo puoi anche indirizzare dove vuoi tu. Tra il “viaggio” e il “ viaggiatore” deve esserci una certa complicità: è il viaggio che a volte ti porta, sei te che ogni tanto, in un modo o nell&#8217;altro lo devi alimentare. Ed è probabilmente lì, </strong><em><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1679" title="1-barriera-6401" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/10/1-barriera-6401-300x225.jpg" alt="1-barriera-6401" width="300" height="225" /></strong></em><strong>quando decidi di partire che il tuo viaggio ha inizio. A proposito di questo non c&#8217;è miglior spiegazione di quella di Riccardo Quadrelli dove nella sua introduzione “Un respiro profondo” che si trova nella prima pagina della sua guida online (Australia la Guida on the Road), rende in poche parole l&#8217;idea di come si vivono i giorni che precedono la partenza, ed in questo caso di un viaggio in Australia:<em> “Già ti vedo. Stai progettando di partire per l&#8217;Australia. Hai il livello di adrenalina che scorre a fiumi. Sei eccitato. Dentro di te sai che sarà un&#8217;esperienza indimenticabile. Ma hai anche dubbi. Molti. Moltissimi. Pensi che ci sono troppe cose da fare e non ce la farai mai. Quello che ancora non riesci a realizzare è che il tuo viaggio è già iniziato. Tutto comincia il giorno in cui decidi di partire. E&#8217; una specie di fidanzamento ufficiale. Una proposta di matrimonio. Il fatidico si lo dirai di fronte alla ragazza dell&#8217;agenzia che ti darà in mano il biglietto aereo. I mille dubbi che ti tormentano, e probabilmente tormentano ancor di più padri, madri e nonni, li risolverai in poco più di un paio di giorni.” </em>Tutto vero. Mi è sempre piaciuto viaggiare, non perché stessi male a casa, anzi &#8220;casa dolce casa&#8221;, ma girare il mondo </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1680" title="2-bandiera-6401" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/10/2-bandiera-6401-300x225.jpg" alt="2-bandiera-6401" width="300" height="225" /></strong><strong>e confrontare ciò che vedo mi ha sempre incuriosito. Il mio primo <em>vero grande viaggio</em> fu “Londra 1999” quando da solo, con la valigia in una mano ed il biglietto nell&#8217;altra, sfruttando uno dei primi voli “low cost” in partenza da Rimini, mi recai nella capitale del Regno Unito. Adesso sono passati 11 anni da quel giorno, da quel momento in poi ho sempre viaggiato con qualcuno e ritrovarmi ora da solo dall&#8217;altra parte del globo, non più ragazzino spensierato e con uno zaino sulle spalle, in un paese di dimensioni sterminate, rivivo gli stessi momenti dove gioie e dolori combattono l&#8217;uno contro l&#8217;altro dentro di me. Ma anche questo fa parte di ciò che racchiude la parola viaggio e bisogna accettarlo. Ora non mi rimane altro da fare che chiudere gli occhi e fare&#8230;. un respiro profondo. </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><em><strong>Matteo</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #ff9900;"><strong>2. </strong><em><strong>ECCO IL SORRISO</strong></em><strong> (tratto da una e-mail) </strong><em><strong>Domenica, 3/10/2010</strong></em></span><strong> FREMANTLE - Mi sto lentamente riadattando a quello stile di viaggiare che  mi ero ormai lasciato alle spalle da qualche anno e se devo essere sincero adattarsi subito non è stato facile, oltre che per il fuso orario anche per il contesto. Non mi hanno ancora spostato <img class="alignright size-medium wp-image-1669" title="4-sorriso-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/10/4-sorriso-640-300x225.jpg" alt="4-sorriso-640" width="300" height="225" />di camera perché l&#8217;ostello e&#8217; quasi sempre al completo. Sono ancora nel dormitorio, con il letto vicino al bagno e alla porta. A fianco ho la sala cinema dalla quale mi divide una finestra e dall&#8217;altra parte, cioè sul retro, c&#8217;è un giardino dove sotto una tettoia ci sono un tavolo da ping pong, due lunghi tavoloni di legno, due dondoli, tre sdrai, un barbecau e un computer che sostituisce il vecchio jubox; non si mette più la monetina ma puoi comunque scegliere gratis i brani che vuoi ascoltare. Alla sera viene acceso un fuoco, è ancora un po&#8217; freschino, la primavera infatti è appena iniziata. Per darti un&#8217;idea la “zona ricreativa” e&#8217; un giardino in stile &#8220;mutoid&#8221; e rappresenta l&#8217;area “Peace and Love” dell&#8217;ostello. Qui durante tutto il giorno si ascoltano i pezzi più belli di tutti i tempi. Benchè sia tutto moderno e civilizzato la gente gira scalza, si incontrano diverse persone a piedi nudi lungo le strade del centro, non parliamo in ostello. Io sono ancora un po&#8217; antico, sono l&#8217;unico che </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1716" title="5-piedi-nudi" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/5-piedi-nudi-300x225.jpg" alt="5-piedi-nudi" width="300" height="225" /></strong><strong>continua a telefonare dal telefono a gettoni mentre tutti gli altri posseggono una scheda telefonica australiana, ma a me piace così o forse non ne ho avuto ancora l&#8217;esigenza e poi&#8230; c&#8217;è sempre la posta elettronica. Per pagare ho capito che e&#8217; sempre meglio usare la carta di credito perché quando cambi  gli euro te ne trattengono un casino. Per cambiarne 1000 ne ho rimessi 70 in più che se avessi cambiato in Italia, di solito è il contrario. Di sera alcune vie rendono Fremantle un&#8217;elegante città del “lontano west” dove l&#8217;illuminazione delle case, dei bar, dei locali e del porto emanano un&#8217;atmosfera unica. Oggi per il primo giorno ho fatto in maniera <img class="alignright size-medium wp-image-1757" title="5a-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/5a-640-300x225.jpg" alt="5a-640" width="300" height="225" />decente il letto, neppure quando ero arrivato lo avevo fatto cosi bene ed è stato anche il primo giorno in cui sono andato a fare la spesa, per il momento ho comprato lo stretto necessario. Ho riposto tutto nel piccolo armadietto al piano di sopra nella grande sala, dove ci sono la cucina, i frigoriferi, internet gratis, una grande televisione, un biliardo e dei tavoli  dove mangiare. La gente gira, c&#8217;è un bel viavai per le scale e lungo i corridoi, sia di giorno che di notte ed io dall&#8217;alto del mio letto a castello vedo e sento tutto. Nella lista delle cose indispensabili da portare in Australia deve esserci l&#8217;Mp3, che io non ho. Sotto dorme uno che non ho ancora capito chi e&#8217; perché quando io sono sveglio lui dorme e viceversa, poi c&#8217;è un francese che e qui da nove mesi, è un perfettino si vede da come squadra il letto e tanti altri che sono qui da diversi mesi o addirittura da anni. C&#8217;è una camera anche per sole donne, ma quando quelle sono piene le mandano</strong><strong> dove c&#8217;è posto. Il letto per me è tutto e se magari avessi anche la piazza di sotto sarebbe meglio, non solo perché è più comodo dormirci ma perché è anche la mia poltrona, il mio armadio, il mio comodino. Non sto dicendo che l&#8217;ostello non mi piace anzi da qui non me ne voglio proprio andare, penso sia l&#8217;unico posto in città dove  sia possibile poter viaggiare rimaendo fermi nello stesso posto. In tutti gli ostelli funziona così, le camere migliori le hanno tutti quelli che sono qui da più mesi, chi arriva per rimanere qualche giorno si prende ciò che resta. Diciamo che è una sorta di selezione naturale del viaggiatore.  Non ho ancora fatto una fotografia e scritto niente, ma questa mail che ti mando, mi sono accorto che potrebbe essere anche un buon inizio per quando aggiornerò il sito&#8230;.vedremo! Finalmente mi </strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1670" title="5-mappa-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/10/5-mappa-640-300x225.jpg" alt="5-mappa-640" width="300" height="225" /></strong><strong>sono reso conto quali siano le proporzioni dell&#8217;Australia: all&#8217;incirca come tutta l&#8217;Europa. Se ponessimo la superficie dell&#8217;Australia su quella dell&#8217;Europa noteremmo che ad ovest dove si trova la città di Perth ci sarebbe Barcellona, dalla parte opposta la città di Sidney sarebbe nella zona di Tiblisi la capitale della Georgia, a sud invece l&#8217;isola della Tasmania toccherebbe le coste del Libano e la città di Darwin nel nord sfiorerebbe Capo Nord in Norvegia. Dalla costa occidentale dove mi trovo io a quella orientale si consumano 3 fusi orari in 4.000 chilometri, la sua superficie è di circa 20 volte maggiore quella dell&#8217;Italia  ma quello che salta più agli occhi sono i numeri della sua popolazione: sono solo 20 milioni, un terzo di quella Italiana su di un territorio 20 volte più grande del nostro. Per farti capire 20 milioni sono lo stesso numero di persone che otterremmo se unissimo le città europee di Londra, Berlino, Madrid, Roma e Parigi. Un continente </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1671" title="6-oceano-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/10/6-oceano-640-300x225.jpg" alt="6-oceano-640" width="300" height="225" /></strong><strong>dunque, il sesto paese più grande del mondo, disabitato per i nostri canoni, con le più belle meraviglie naturalistiche che si possano vedere ed uno stile di vita davvero alternativo. Domani inizierò la scuola che e&#8217; qui a due passi così come l&#8217;Oceano. Spero di averti reso abbastanza bene l&#8217;idea del posto nel quale vivrò per almeno un mese. A presto!</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><strong><em>Matteo</em></strong></p>
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<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #ff9900;"><em>3. MEZZO UOMO MEZZO ZAINO</em> <em>( Domenica 10.10.2010)</em></span> FREMANTLE - Visto che l&#8217;Australia vuole portarmi in quella direzione ho deciso di andargli incontro così facciamo prima. Avevo saputo che si liberava un posto al piano di sopra in una <img class="alignright size-medium wp-image-1726" title="8-bedroom-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/8-bedroom-640-300x225.jpg" alt="8-bedroom-640" width="300" height="225" />camera da otto. Ho chiesto ma mi hanno detto che non era al caso mio sconsigliandomela perché troppo casinari, non sanno il perché ma nella 3 c&#8217;è sempre stato casino ed infatti il sopralluogo me ne ha dato la conferma, dal disordine che c&#8217;era in terra sembrava fossero il doppio di quanti erano. Ma in fondo esiste una camera in ordine qua dentro? La parola casino però nel mio caso può voler dire anche sentire parlare, conversare e </strong><strong>quindi praticare. Questo è l&#8217;importante! Dopo una settimana sono dunque salito di grado, ho abbandonato il dormitorio per salire al </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1727" title="9-bedroom-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/9-bedroom-640-300x225.jpg" alt="9-bedroom-640" width="300" height="225" /></strong><strong>piano di sopra ed ora ho tutte le comodità a portata di mano. Quindi niente più cinema dal letto, sciacquone dell&#8217;acqua e porte che si aprono e si chiudono a tutte le ore e luce di emergenza nella faccia. E&#8217; una bella cameretta con tre finestre, dove le tende viola contrastano i colori rosso ed indaco delle pareti e la moquette grigia del pavimento. Nella nuova camera ci sono ragazzi di nazionalità Australiana, Inglese, Irlandese, Tedesca, Inglese. Mi sono presentato a loro dicendogli di scusarmi se alla sera farò molto casino. L&#8217;Australiano russa, l&#8217;Irlandese pure, i 3 </strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1728" title="10-specchio" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/10-specchio-300x225.jpg" alt="10-specchio" width="300" height="225" /></strong><strong>inglesi e la tedesca anche, la ragazza Inglese tromba. Mi diverto un sacco vedere i ragazzini che passano il tempo davanti allo specchio a pettinarsi e profumarsi. Qui l&#8217;età media la si può racchiudere nella forbice fra i 23 ed i 25 anni ma ci sono anche molti ventenni. Io con i miei 34 anni sono tra i più &#8220;vecchi&#8221; ma per fortuna tutti me ne danno molti di meno.  Questa forse è una delle grandi </strong><strong>qualità che ha l&#8217;Australia, che propone sempre di più questo suo aspetto di coinvolgimento dei giovani e se 11 anni fa fossi venuto qui, chissà </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1752" title="12-backpacker" src="../wp-content/uploads/2010/11/12-backpacker-225x300.jpg" alt="12-backpacker" width="225" height="300" /></strong><strong>dove sarei adesso, l&#8217;Australia lascia una Sua impronta, l&#8217;Australia è il paese dei giovani. Nell&#8217;Australia multietnica vivono tribù multietniche, quelle dei BackPackers, gli uomini mezzo uomo mezzo zaino. Back pack è il grosso zaino che si portano dietro sulle spalle. Un popolo migrante di giovani che condivide itinerari, sogni, idee, lavoro, abitudini, moda. Si spostano in solitario o a piccoli gruppi utilizzando i mezzi più economici. Un&#8217;insolita etnia, diversa per provenienze e per radici ma uguali sotto il punto di vista del pensiero. Nell&#8217;abitare a Fremantle mi è ritornato in mente quanto letto sulla &#8220;beat generation&#8221; quel movimento artistico, poetico, letterario sviluppatosi alla fine degli anni &#8216;50. Jack Kerouak uno dei pionieri di quel movimento racconta in un&#8217;intervista che il beat <em>&#8220;è qualunque uomo, qualunque uomo che rompa il sentiero stabilito per seguire il sentiero destinato&#8221;. </em></strong><strong><img class="size-medium wp-image-1745 alignright" title="11-pulmino1" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/11-pulmino1-300x225.jpg" alt="11-pulmino1" width="300" height="225" /></strong><strong>I &#8220;Beat&#8221; vogliono scappare, viaggiare, far l&#8217;autostop fino a dove possono arrivare, ma non per un senso di fuga dalle responsabilità, ma per trovarsi </strong><strong>da soli nuove regole e stili di vita.  Essi rappresentano l&#8217;uomo moderno battuto e sconfitto di fronte alla società, alla falsa comunicazione, all&#8217;avidità per il denaro, alla violenza, alla sete di potere. Adesso come 50 anni fa, una &#8220;generazione sofferta&#8221;, che si <img class="size-medium wp-image-1730 alignleft" title="13-arcobaleno" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/13-arcobaleno-300x225.jpg" alt="13-arcobaleno" width="300" height="225" />sente vittima di una condizione in cui è costretta a vivere. I problemi dei giovani del nostro tempo sono gli stessi problemi che si ponevano quei ventenni degli anni &#8216;50 che andavano alla scoperta di sé stessi, alla ricerca di una vita libera dai pregiudizi, dei valori umani e della coscienza collettiva. Cosi come per quegli anni è stato San Francisco detto &#8220;Frisco&#8221; un punto di riferimento della &#8220;beat generation&#8221; a me sembra di avere trovato oggi le stesse cose qui a Fremantle detta &#8220;Freo&#8221; punto di riferimento dei BackPackers.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Matteo</strong></em></p>
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<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #ff9900;"><strong>4.<em> LA MUSICA SI E&#8217; FERMATA A FREMANTLE</em> <em> (Domenica 17.10.2010)</em></strong></span><strong> FREMANTLE – Ora anche io spesso e volentieri giro scalzo in ostello. Ho anche un numero telefonico australiano e  ho comprato l&#8217;Mp3. Lo ripeto indispensabile. Tutti quelli che hanno attraversato l&#8217;Australia arrivano </strong><strong><img class="size-medium wp-image-1747 alignright" title="15-giocogliere-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/15-giocogliere-640-300x225.jpg" alt="15-giocogliere-640" width="300" height="225" /></strong><strong>qui a Fremantle una cittadina che dista solo una ventina di chilometri dalla metropoli Perth ma che sembrano molti di più per quanto diversa. Fremantle non conta neppure 30.000 abitanti ed è famosa per il suo porto e perchè  nel 1987 ospitò le gare dell&#8217;America&#8217;s Cup. E&#8217; un luogo rilassato e creativo, scelto da proffessionisti, inventori, musicisti, artisti, </strong><strong>hippy, a due passi dalle bianche spiagge dell&#8217;Oceano. Rappresenta inoltre a mio parere un vero e proprio punto di riferimento dei BackPackers sulla West Coast. Inoltre è anche un importate</strong><strong><img class="size-medium wp-image-1748 alignleft" title="16-musicista-marck-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/16-musicista-marck-640-300x225.jpg" alt="16-musicista-marck-640" width="300" height="225" /></strong><strong> centro culturale, ospita diverse facolta Universitarie ed offre musei di grande interesse ed edifici d&#8217;epoca. A Freo, come viene soprannominata Fremantle, fai conoscenza con l&#8217;altra   faccia dell&#8217;Australia e non mi riferisco a quella dell&#8217;”outback” ma a quella della gente. Occorrebbe fare due viaggi in Australia, quello in mezzo alla “tribù australiana” dei</strong><strong> BackPackers appunto e quello “on the road”, quello delle strade senza fine e panorami da sogni per intenderci. La “zona ricreativa” nel giardino è un vero e proprio palcoscenico e a volte sembra di essere a teatro. Ai musicisti si sono aggiunti i giocolieri con palle, clave, torcie, diablo.</strong><strong><img class="size-medium wp-image-1749 alignright" title="17-musicista-chris-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/17-musicista-chris-640-300x225.jpg" alt="17-musicista-chris-640" width="300" height="225" /></strong><strong> Ogni giorno ne ho davanti uno diverso. Sono davvero dei bravi musicisti, mi sorprende che non lo facciano come mestiere anche se alla sera ogni tanto qualcuno suona nel pub qui vicino e ci si sposta tutti al concerto. Sono davvero bravi a suonare, il legame tra la musica e questi ragazzi è veramente profondo e chi non suona, canta. Il fine settimana, quando non lavorano, molti di loro suonano anche per strada. Nel giardino di questo ostello di Fremantle ho avuto ed ho ancora il privilegio di ascoltare il meglio della musica “acustic live”.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><em><strong>Matteo</strong></em></p>
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<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff9900;"><strong>5. &#8220;CELEBRITA&#8217; PER CASO&#8221;, PRONTO IL LIBRO</strong><em><strong> (Giovedi, 21.10.2010)</strong></em></span><strong> Perth </strong><em><strong>(Australia)</strong></em><strong> - Loro sono quelli che interpretavano a meraviglia la parola &#8220;priama&#8221; che in russo significa sempre dritto, sono quelli che regalavavano piccoli boomerang ai posti di blocco della polizia, loro sono quelli che dove non trovavano alberghi venivano ospitati nelle case della gente. I tre, residenti da oltre dieci anni in Australia, sono stati intervistati da Channel 10 la più importante televisione Australiana e percorso gran parte della Russia cavalcando le loro moto fra cortei, bandierine e televisioni. Io li avevo intervistati per &#8220;La Voce di Rimini&#8221; e quel giorno mi dissero: &#8220;se un giorno verrai in Australia questo è il nostro numero, fatti sentire!&#8221; E cosi ho fatto, perchè da loro  ora mi separano solo 20 kilometri. E&#8217; </strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1776" title="1-ragazzi-transibeirana-blog" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/1-ragazzi-transibeirana-blog-300x225.jpg" alt="1-ragazzi-transibeirana-blog" width="300" height="225" /></strong><strong>passato un anno da quando di questi tempi avevo conosciuto il  conterraneo Pennese Stefano Cangini  detto &#8220;il saggio&#8221;, lui assieme ad altri due amici il sicilano Gandy Albanese ed il perugino Luca Giorgella erano arrivati a Pennabili in moto. Dopo aver spedito le proprie moto dall&#8217;Australia nell&#8217;estrema città russa di Vladivostok avevano portato a termine uno degli itinerari più lunghi al mondo da percorrerrere via terra: la Transiberiana. Scopo del viaggio era raccogliere i fondi per la &#8220;Leukaemia Foundation&#8221;. Ora a distanza di un anno stanno lavorando ad un libro quasi pronto. E&#8217; una raccolta fotografica con la cronologia del viaggio. &#8220;Tramite l&#8217;AIL (Associazione Italiana Ricerca Leucemia) insieme a quella Australiana - raccontano i tre - cercheremo di venderne copie e raccogliere altri fondi da aggiungere ai 20.000 dollari già devoluti interamente alla Fondazione&#8221;. Il titolo del libro sarà &#8220;Luca, Gandy e Stefano - Accidentaly Celebrities&#8221; (Celebrità per Caso) perchè in Russia sono stati seguiti per sbaglio e diventati celebrità.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><strong>Matteo Osanna</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"><span style="color: #ff9900;"><strong>6. <span style="font-size: medium;">BALENE E QUOKKA <em>(Domenica, 24.10.2010)</em></span></strong></span><strong> ROTTNEST ISLAND (Fremantle) – E&#8217; un po&#8217; di tempo che ho instaurato uno stretto rapporto di amicizia con due Tedeschi e due Olandasi con i quali condivido una buona parte del mio tempo libero e con loro </strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1784" title="1-biciclette" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/1-biciclette-300x225.jpg" alt="1-biciclette" width="300" height="225" /></strong><strong>tutte le interminabili sfide a pin-pong e a biliardo. Insieme abbiamo deciso di trascorrere una giornata a Rottnest Island, un&#8217;isola selvaggia situata ad una ventina di km da Fremantle. L&#8217;isola, oggi meta prescelta per gite e vacanze, ha avuto una storia piuttosto movimentata. Sull&#8217;isola sono state rinvenute tracce della presenza aborigena risalenti a 7000 anni fa, ma </strong><strong>quando arrivaro gli europei intorno al 1700 era già disbitata   e </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1785" title="2quokka" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/2quokka-300x225.jpg" alt="2quokka" width="300" height="225" /></strong><strong>sucessivamente verso la metà del 1800 divenne una prigione per gli aborigeni condotti qui dalla terraferma. A Rottnest Island vivono i “Quokka”, dei graziosi marsupiali che appartengono alla stessa famiglia dei canguri e dei wallaby dai quali prende il nome l&#8217;isola. I primi esploratori raccontaro di avere visto dei grossi topi sull&#8217;isola, altri dei grossi gatti, altri ancora dei topi grossi come gatti, ma in realtà si trattava di questi “Quokka” di cui era popolata. L&#8217;isola di Rottnest prende dunque il</strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1786" title="3quokka" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/3quokka-300x225.jpg" alt="3quokka" width="300" height="225" /></strong><strong> nome che i coloni gli assegnarono: “rat&#8217;s nest”, “nido per topi”. Ne abbiamo incontrati diversi, molti di questi esemplari sono docili come animali domestici e si avvicinano all&#8217;uomo alla ricerca di qualcosa da mangiare. Occorre circa un&#8217;ora di navigazione per raggiungere l&#8217;isola e vedere un mare e paesaggi eccezionali. Nel biglietto acquistato al costo di 80 dollari c&#8217;è compresa anche la bicicletta che la si ritira quando si arriva ed il <img class="alignleft size-medium wp-image-1787" title="4-spiagge-da-sogno" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/4-spiagge-da-sogno-300x225.jpg" alt="4-spiagge-da-sogno" width="300" height="225" />casco obbligatorio da indossare. Sull&#8217;isola non ci sono macchine, ci si può spostare solo a piedi e in bicletta ed il miglior modo per scoprire l&#8217;isola, le sue insenature e le sue appartate spiaggie tropicali prottette da anelli di barriera corallina è proprio quello di muoversi sulle due ruote a pedali. L&#8217;isola si gira facilmente nonostante ogni tanto occorra affrontare qualche dolce altura e poi senza macchine è bellissimo! In alcune zone si ha l&#8217;impressione di essere proprio in un posto remoto, <img class="alignright size-medium wp-image-1788" title="5-bici-sulla-strada" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/5-bici-sulla-strada-300x200.jpg" alt="5-bici-sulla-strada" width="300" height="200" />soprattutto all&#8217;interno quando si attraversa la piana dei laghi salati, laghi che una volta rifornivano di sale tutto il Western-Australia. Rottnest Island offre l&#8217;opportunità di praticare una serie di sport e di attività all&#8217;aperto quali snorkellin, pesca, surf, kite-surf, immersioni. Da un angolo di Rottnest Island siamo riusciti ad avvistare, seppur <img class="alignleft size-medium wp-image-1789" title="6surf" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/6surf-300x225.jpg" alt="6surf" width="300" height="225" />lontano anche un gruppo di grosse balene che spruzzavano fontane d&#8217;acqua e saltavano nel mezzo dell&#8217;Oceano. Vedere questi cetacei per la prima volta dal vivo e non dietro allo schermo di una televisione mi ha fortemente entusiasmato e spinto a coinvolgere di nuovo il gruppo per una sucessiva escursione con l&#8217;obbiettivo di poter ammirare le balene da più vicino. Oltrettutto questo è il periodo migliore per il “Whales Watching”(osservare le balene). La loro migrazione è <img class="alignright size-medium wp-image-1790" title="7-balene" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/7-balene-300x200.jpg" alt="7-balene" width="300" height="200" />lungo una via non marcata ma che gli esperti di balene conoscono bene sin dall&#8217;antichità chiamata Humpback Highway. Su questa via immaginaria, vi transitano circa 30.000 balene l&#8217;anno. Fra settembre e dicembre infatti questi enormi cetacei durante la loro migrazione annuale verso l&#8217;Antaritide transitano proprio nelle acque prospicenti la costa e la loro visione da vicino è un&#8217;esperienza memorabile soprattutto per chi, come me, le vede per la prima volta. Tutto ha <img class="alignleft size-medium wp-image-1791" title="8-coda-di-balena" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/8-coda-di-balena-300x225.jpg" alt="8-coda-di-balena" width="300" height="225" />inizio nel mese di Aprile quando i grossi cetacei lasciano le fredde acque dell&#8217;Antardide per crescere i loro piccoli nelle acque calde del Kimberly una straordinaria regione situata oltre 3000 km a nord di Perth, verso l&#8217;equatore. Il viaggio di ritorno, come detto, lo effettuano adesso con i nuovi neonati. Le misure di questi cetacei negli adulti variano fra i 15 e 20 metri con pesi che oscillano fra i 45.000 e 90.000 chilogrammi.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: right;"><em><strong>Matteo Osanna</strong></em></p>
<p style="margin-bottom: 0cm; text-align: left;"><strong><!-- 	 	 --></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><strong><span style="color: #ff9900;"><strong>7. HALLOWEEN: ORA COME UN TEMPO (Domenica, 31.10.2010)</strong></span> FREMANTLE - Provate ad immaginarvi l&#8217;ultimo giorno di Carnevale che cade il 31 Dicembre cioè la sera di Capodanno ed</strong></strong><strong><strong><img class="size-medium wp-image-1802 alignright" title="zucca" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/zucca-300x225.jpg" alt="zucca" width="300" height="225" /></strong></strong><strong><strong> unitele insieme. Ecco, così è sentita da queste parti la festa di Alloween, come un capodanno ed un carnevale messi insieme. <strong>&#8220;</strong>Halloween&#8221; è il nome di una festa popolare di origine pre-cristiana, osservata prevalentemente nei paesi anglossassoni che si celebra la sera del 31 ottobre, ossia alla vigilia della festa di Ognissanti che nell&#8217;Irlanda celtica coincideva con la fine dell&#8217;estate: in questa ricorrenza i colori tipici erano l&#8217;arancio per </strong></strong><strong><strong>ricordare la mietitura e quindi la fine dell&#8217;estate ed il nero a simboleggiare l&#8217;imminente buio dell&#8217;inverno. La leggenda narra </strong></strong><strong><strong><img class="size-medium wp-image-1799 alignleft" title="3-matteo1" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/3-matteo1-225x300.jpg" alt="3-matteo1" width="225" height="300" /></strong></strong><strong><strong>che gli spiriti erranti di chi è morto durante l&#8217;anno tornino indietro la notte del 31 ottobre in cerca di un corpo da possedere per l&#8217;anno successivo. I Celti credevano che in questa magica notte fosse possibile la fusione del mondo reale e dell&#8217;aldilà. Ovviamente i vivi non volevano essere posseduti! Perciò i contadini dei villaggi rendevano le loro case fredde ed indesiderabili spegnendo i fuochi nei camini e rendevano i loro corpi orribili mascherandosi da mostri gironzolando tra le case per far scappare di paura tutti gli spiriti che incontravano! La</strong><strong> festa di Halloween venne portata negli USA intorno al 1840 dagli emigranti irlandesi e cosi in tutti gli altri paesi del Comonwealth, Australia compresa. C&#8217;è odore di festa da qualche giorno in ostello, c&#8217;è chi sta finendo di organizzare, chi di preparasi il proprio vestito cucito a mano dalla propria ragazza per la sfilata </strong></strong><strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1807" title="prerativi-vestiti" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/prerativi-vestiti-300x225.jpg" alt="prerativi-vestiti" width="300" height="225" /></strong></strong><strong><strong>del miglior costume, chi come me è semplicemente pronto a truccarsi e cambiare faccia per una notte,  e chi sta finendo di intarsiare la propria zucca per la gara della zucca. E poi perchè si scavano le zucche? La tradizione di Jack-o-lantern deriva probabilmente anche questa volta dal folklore irlandese. La leggenda narra che un uomo di nome Jack, noto baro e malfattore, ingannò Satana sfidandolo nella notte di Ognissanti a scalare un albero sulla cui corteccia incise una croce intrappolandolo tra i rami. Jack fece un patto col diavolo: se non lo avesse più indotto in tentazione lo avrebbe fatto scendere dall&#8217;albero. Alla morte di Jack, continua la leggenda, gli venne impedito di entrare in paradiso a causa della cattiva condotta </strong></strong><strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1800" title="4zucca" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/4zucca-300x225.jpg" alt="4zucca" width="300" height="225" /></strong></strong><strong><strong>avuta in vita, ma gli venne negato l&#8217;ingresso anche all&#8217;inferno perché aveva ingannato il diavolo. Allora Satana gli porse un piccolo tizzone d&#8217;inferno per illuminare la via nella tremenda tenebra che lo attorniava. Per far durare più a lungo la fiamma Jack scavò un grosso cavolo rapa e ve la pose all&#8217;interno. Il cavolo  rapa è oggi diventato la zucca che tutti conosciamo perchè più grossa e più facile da scavare. </strong></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><strong><em>Matteo Osanna</em><br />
</strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong><br />
<!-- 	 	 --></strong></em><strong><span style="color: #ff9900;">8. UNA GRANDE OPPORTUINTA&#8217;<em> (Domenica 07.11.2010)</em></span> FREMANTLE - Pensavo fosse un problema solo italiano ma la maggior parte di quelli che vengono qua lo fanno per lavorare, compresi quelli provenienti dalle potenze del centro e nord Europa e che a quanto pare si ritrovano gli stessi problemi che </strong><strong>abbiamo noi in Italia, poco lavoro e mal retribuito. In questo Paese invece le opportunità di lavoro non mancano,  è ben retribuito, e la cosa da non sottovalutare per uno che viaggia è </strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1833" title="1" src="../wp-content/uploads/2010/11/1-225x300.jpg" alt="1" width="225" height="300" /></strong><strong>che nella maggior parte dei casi si viene pagati il venerdi di ogni settimana, quindi si può lavorare anche una settimana e poi ripartire. La paga media mensile di un operaio in regola che va a lavorare tutti i giorni dal lunedi al venerdi si aggira sui 3000 dollari, poco più di 2000 euro ed in più a Giugno, con la chiusura dell&#8217;anno fiscale ritornano indietro le tasse pagate. Si può guadagnare qualche soldo in più lavorando in nero ma se si viene sorpresi a </strong><strong>farlo la pena sarà l&#8217;esclusione dal Paese. Se si ha meno di 30 anni si può venire in Australia con il Working Holiday Visa che tradotto alla lettera significa Visto Vacanza Lavoro e che a mio avviso è </strong><strong>un&#8217;opportunità che nessun giovane dovrebbe lasciarsi scappare. Questo tipo di visto è una manna dal cielo per i viaggiatori, sopratutto nel caso di un paese tanto sterminato, la cui </strong><strong>esplorazione richiede molto tempo e molti soldi. Questo visto è però valido solo per persone tra i 18 e i 30 anni e permette di entrare in Australia non solo come turista, ma consente di </strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1834" title="2" src="../wp-content/uploads/2010/11/2-300x225.jpg" alt="2" width="300" height="225" /></strong><strong>lavorare regolarmente all&#8217;interno del paese. Il visto ha la durata di un anno solare dopo di chè sarà possibile ottenerne anche un secondo. Per ottenerlo bisogna pero dimostrare di aver lavorato per un totale di tre mesi nel settorre Harvest e cioè quello del raccolto e delle fattorie che racchiude una serie di lavori come agricoltura, raccolta di frutta e verdura, reforestazione, coltura di ostriche delle perle. Comunque la maggior parte di loro sono dei gran lavoratori, in alcuni giorni le ore che fanno non si contano, motivati anche dal fatto che quei soldi gli serviranno per</strong><strong> viaggiare; di solito si comprano una macchina o un van, si girano</strong><strong> l&#8217;Australia e poi la rivendono. Quelli che stanno tre mesi come me sono davvero pochi, posso tranquillamente dire che io rappresento l&#8217;1%. Molti di loro dopo aver girato l&#8217;Australia vanno </strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1835" title="copia-di-3tramonto" src="../wp-content/uploads/2010/11/copia-di-3tramonto-300x224.jpg" alt="copia-di-3tramonto" width="300" height="224" /></strong><strong>in Nuova Zelanda ma la stragrande maggioranza punta diritto verso il continente asiatico: la Malesya, tutta l&#8217;Indocina e l&#8217; India sono le mete più ambite. Solo pochi di loro tornano a casa dopo essere stati in Australia. L&#8217;Australia è un mondo fatto su misura per i giovani, dove gran parte dei loro sogni sono spesso realizzabili. Ognuno di loro vuole ottenere qualcosa da questo viaggio e da se stesso e cerca di farlo in tutte le maniere. Potrei parlare di ognuno di loro come profondamente &#8220;anarchico&#8221; inteso come &#8220;libero ed allo stesso tempo egoista&#8221; consapevole che questo è prima di tutto il suo viaggio, ma posso parlare di loro anche come persone altruiste visto che si trovano a che fare con dei coetanei con i quali condivideranno le stesse idee, gli stessi sogni e probabilmente lo stesso viaggio. </strong><strong><strong> </strong></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong></strong><em><strong><em><strong><em><strong>Matteo Osanna</strong></em></strong></em></strong></em></p>
<p style="text-align: left;"><strong><strong><strong></strong></strong></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #ff9900;"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>9.ARRIVEDERCI FREMANTLE: FINE  PRIMO TEMPO (Martedi, 14.11.2010)</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></span><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong> FREMANTLE - Finalmente si parte. Dopo 6 settimane di corso intensivo di Inglese è arrivato il momento di lasciare la &#8220;Città della musica&#8221; e di andare a scoprire un po&#8217; di West-Australia. A tutte le persone che hanno attraversato </strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><img class="size-medium wp-image-1844 alignleft" title="11" src="../wp-content/uploads/2010/11/11-300x225.jpg" alt="11" width="300" height="225" /></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong>l&#8217;Australia da Sidney verso Perth, a cui ho chiesto quale parte dell&#8217;Australia li ha più entusiasmato, la risposta è stata &#8221; il West Australia&#8221;. Io in questo territorio ci sono già, mi sono rimaste solo 3 settimane e mappa alla mano non mi conviene  fare tanta strada di fretta senza avere il tempo di fermarmi e di godermi il posto. </strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong>Quindi resterò nel &#8220;West&#8221; e cercherò di ottimizzare al massimo il tempo che mi rimane anche se mi brucia un pò lasciare fuori il più spettacolare simbolo dell&#8217;Australia,  nel cuore dell&#8217;outback, la montagna sacra agli aborigeni: Uluru. Ma penso che dedicarsi al west-australia ne valga la pena ed il tempo è sufficiente per farlo. Sono passate 7 settimane dal giorno della mia partenza, cioè 50 giorni e l&#8217;ostello è diventato ormai casa mia. Mi muovo a memoria e faccio le cose in auomatico anche perchè più o meno sono sempre le stesse. Per il</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong> resto nella camera numero 3 non è cambiato niente se non qualche partenza e qualche arrivo ed in più è diventata una camera molto tranquilla&#8230;si legge, si fanno due chiacchere, si dorme, si russa e come al solito, ogni tanto si sente cigolare </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>qualche letto più del solito&#8230;ma sono tutte cose di questo mondo. Ogni volta che passo di sotto in reception, c&#8217;è una lavagnetta che i ragazzi aggiornano quotidianamente sulla quale oggi figura il numero 40, sono i giorni che mancano al Santo Natale. Nel frattempo è cambiata anche l&#8217;ora in Italia mentre in Australia è rimasta sempre quella: ora le ore che dividono i due paesi non sono più 6 ma 7.  Visto che ho iniziato parlando di settimane, giorni ed ore, spendo due parole anche sui mesi e quindi sulle stagioni: dallo scorso Novembre sino ad ora ho visto l&#8217;autunno, l&#8217;inverno, la primavera, l&#8217;estate, poi ancora un po&#8217; di autunno, poi sono arrivato qua che era da poco iniziata la primavera e me ne andrò che sarà estate. Sette stagioni in un anno. Grandioso! &#8230;Mi piace quando il Viaggio assume le sembianze di &#8220;macchina del tempo&#8221; e lo trasforma&#8230;e lo dilata. Ora siamo a primavera inoltrata</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><img class="alignright size-medium wp-image-1845" title="21" src="../wp-content/uploads/2010/11/21-300x225.jpg" alt="21" width="300" height="225" /></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong> ma nei giorni in cui non tira il vento sembra di essere già in estate ed i 30 gradi degli ultimi giorni lo dimostrano. Come dicevo la </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>scuola è finita. Per qualche giorno pensavo di non avere imparato niente di nuovo ed invece, ora che sono anche molto più rilassato e con tanto tempo libero, riesco a conversare tranquillamente con chiunque anche se ogni tanto gli devo chiedere di ripetere quanto detto molto più lentamente.  Comunque devo dire che il binomio &#8220;scuola-ostello&#8221; che posso anche tradurre in &#8220;grammatica-pratica&#8221; sta dando i suoi frutti, a volte mi escono dalla bocca alcune parole che non pensavo neppure di conoscere. Bene. Ora dopo essere stato 50 giorni a stretto contatto con la &#8220;tribù dei BackPackers&#8221; ma sempre nello stesso posto, è arrivato il momento di muoversi con loro.  Le prime due settimane le </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>trascorrerrò risalendo tutta la costa ovest verso nord fino a raggiungere la pittoresca cittadina di Broome non troppo distante </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>dall&#8217;equatore e porta di accesso alla regione del Kimberly. Troverò molto caldo, in questa stagione che precede di poco il monsone, le temperature potranno superare anche I 40°. Sarà un viaggio molto intenso perché i chilometri fra andata e ritorno saranno più di 4.000,  poi ripasserò per Fremantle dove ad attendermi</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong> dovrebbero esserci due amici e con la loro macchina spendere una settimana al sud, lungo la costa meridionale fra foreste maestose, parchi naturali e spiagge selvaggie. Dico</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong> &#8220;dovrebbero&#8221; perché anche se è da un po&#8217; che ne parliamo, da oggi al giorno della nostra partenza mancano ancora 15 giorni e per l&#8217;esperienza che mi sono fatto in questo mese e mezzo è un periodo molto lungo per poter mantenere una promessa. A volte non è sufficiente neanche prometterlo la mattina per il pomeriggio. Qui di solito non si fanno piani a lungo termine si decide il giorno prima o pochi giorni prima sul da farsi, se si fa un piano a lungo termine, quando si realizzerà e se si realizzerà, sarà  totalmente o di gran lunga diverso da quello iniziale. Ma credo possa realizzarsi. Devo crederci anche se incrocerò ugualmente le dita e le terrò ben strette. Così bisogna fare, così è l&#8217;Australia. Questa può essere </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1846" title="3" src="../wp-content/uploads/2010/11/3-300x225.jpg" alt="3" width="300" height="225" /></strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>anche considerata la fine del primo tempo di questo film, che cerca  di raccontare di questo viaggio in terra australiana nel </strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong>mondo dei BackPackers. Dunque il mio viaggio con i BackPackers continua ma se tutto va come deve andare avrò così poco tempo che sarà difficile continuare l&#8217;aggiornarmento in diretta&#8230;ma vedremo, come appena detto &#8220;nessun piano&#8221;.  Ma non preoccupatevi&#8230;..lo farò, prima o poi scriverò anche il secondo tempo! Questo dunque sarà solo un arrivederci perchè a Fremantle  ritornerò  a passare l&#8217; ultima notte prima del rientro in Italia. A presto.</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></p>
<p style="text-align: right;"><strong><strong><strong><strong><strong><strong><strong><em>Matteo Osanna</em><br />
</strong></strong></strong></strong></strong></strong></strong></p>
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<p style="text-align: justify; "><span style="font-size: medium;"><strong>Secondo Tempo: Walkabout –</strong></span><span style="font-style: normal;"><strong> Non c&#8217;è dubbio, l&#8217;Australia è uno di quei paesi che ispira i sogni di ogni viaggiatore<img class="alignright size-medium wp-image-1892" title="13" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/13-300x225.jpg" alt="13" width="300" height="225" /> e così lo è sempre stato anche per me. Paesaggi e tramonti scenografici, spazi immensi, strade che corrono diritte fino a perdersi all&#8217;orizzonte. L&#8217;Australia è terribilmente grande e viaggiare per lungo tempo è sempre una grande esperienza ma è anche faticoso. I tuoi piani di viaggio cambiano continuamente, gli itinerari prestabiliti subiscono a volte spietate variazioni all&#8217;ordine del giorno. E&#8217; incredibile come niente sia certo.  Pochi mesi non bastano per capire questo paese e forse sono anche pochi per potersene fare solo un idea.  Le mie d</strong></span><span lang="it-IT"><span style="font-style: normal;"><strong>unque, saranno</strong></span></span><span style="font-style: normal;"><strong> solo un sacco di opinioni e cioè un insieme di idee giuste e sbagliate. In quello che andrò a scrivere cercherò di tenere sempre a mente il proverbio: non <img class="alignleft size-medium wp-image-1893" title="23" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/23-300x200.jpg" alt="23" width="300" height="200" />giudicare mai se non sai. Il bello di un viaggio in Australia è forse proprio questo, qualcuno ti consiglia un posto meraviglioso e poco dopo qualcun&#8217;altro dice che quel posto non è affatto speciale, così è capitato a me, così capiterà a voi quando finirete di leggere ciò che ho scritto. Le valutazioni ed i pareri riguardo molti luoghi sono influenzabili da molti fattori, prima di tutto i propri gusti. Ma una cosa è certa, vi troverò tutti daccordo dicendo che in Australia godi di quel privilegio che consiste nella libertà di andarci e fartene un idea. Le parole<img class="alignright size-medium wp-image-1894" title="img_0255" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/img_0255-300x200.jpg" alt="img_0255" width="300" height="200" /> chiave che spiegano a meraviglia la mentalità di questa gente che gironzola per questo continente sono: “easy-going”, “open-minded”, “take it easy”.</strong></span><span style="font-style: normal;"><strong> </strong></span><strong><strong>L&#8217;Australia, a mio modesto parere, non è a primo impatto quella gran bellezza che tutti dicono, anche se in tutta la sua grandezza offre innumerevoli “highlight” come chiamano loro “i punti di interesse”: vedere la grande barriera corallina, la migrazione delle balene, i delfini che arrivano a riva a mangiare vicino ai tuoi piedi, nuotare con le tartarughe, gli squali e la manta gigante, trovarsi di fronte ad una spiaggia <img class="alignleft size-medium wp-image-1895" title="32" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/32-200x300.jpg" alt="32" width="200" height="300" />chiusa per pericolo coccodrilli, dormire in una fattoria modello “far west” nell&#8217;outback o in un sacco a pelo sotto le stelle con i serpenti che strisciano, in dingo, i canguri e gli emù che ti girano attorno in cerca di cibo, bhè, come può non essere emozionante!!&#8230; Ma quel colpo di fulmine che ho avuto appena arrivato in India o in Africa la prima volta, qui non c&#8217;è stato. Mi mancavano gli odori, i villaggi, gli animali, il popolo, l&#8217;umanità. Mi sembrava di essere atterrato su di un paese vuoto. </strong></strong><strong><strong>Ma poi gira e rigira ogni tanto si trova qualcosa di molto speciale: un luogo, degli amici, una grande esperienza da vivere. </strong></strong><strong><strong>Solo in seguito ci sono arrivato e mi sono dovuto mettere a testa in giù per capirlo: qui sei tu l&#8217;artefice del tuo viaggio, sei tu che hai nelle mani la capacità di organizzarlo come vuoi e di renderlo indimenticabile. </strong></strong><strong><strong>Dipende tutto da te, se vivrai da<img class="alignright size-medium wp-image-1912" title="img_0153" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/img_0153-200x300.jpg" alt="img_0153" width="200" height="300" />spettattore non vivrai l&#8217;Australia. In altre parole sei te il protagonista e non gli altri. </strong></strong><strong><strong>Conproprio mezzo, in bus, in treno, in aereo, con un&#8217;agenzia per backpackers oinautostop: così ti muoverai. </strong></strong><strong><strong>Intanto che tu vivi alla giornata e pensi a questo, il tempo scorrevelocemente perchè sei sempre impegnato a pensare ad una nuova meta. Quando invece il tempo rallenta devi essereabile a temporeggiare, ma ciò non significa perdere tempo, significa solo aspettare perchè il tempo in viaggio non lo perdi mai. Io abituato ad ottimizzare sempre il tempo riempendolo di un sacco di cose all&#8217;inizio mi annoiavo, poi mi sono accorto che anche quei tempi morti mi davano qualcosa e che facevano parte dell&#8217; “Australian Spirit”. </strong></strong><span style="font-style: normal;"><strong>Il mio pensiero iniziale non è stato lo stesso di quello finale e per giorni e giorni mi sono chiesto dove era l&#8217;Australia. Bè, l&#8217;Australia non sono solo i <img class="alignleft size-medium wp-image-1910" title="img_37121" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/img_37121-300x200.jpg" alt="img_37121" width="300" height="200" />paesaggi, l&#8217;Australia non è solo la gente alternativa che la rende viva, e l&#8217;Australia non sono gli Aborigeni. L&#8217;Australia è soprattutto Girovagare. Questo è il termine giusto,  il “Walkabout” appunto, il girovagare a vuoto nel niente in cerca di qualcosa. E c&#8217;è solo una cosa nei tempi moderni che ti aiuta a fare questo,  una linea diritta, che sia di asfalto o polverosa, che striscia sulla terra rossa in mezzo a piante di eucalipti e cespugli di spinifex fino a perdersi all&#8217;orizzonte: LA STRADA, insieme a te protagonista indiscussa.</strong></span><span style="font-style: normal;"><strong> </strong></span><span style="font-style: normal;"><strong>Sembra ancora una volta che in questo viaggio dopo aver fatto un salto all&#8217;indietro<img class="alignright size-medium wp-image-1900" title="img_4043" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/img_4043-300x225.jpg" alt="img_4043" width="300" height="225" /> nella “Beat Generation” il passato bussi di nuovo alle porte del presente. Bruce Chatwin nel suo libro  “Le Vie dei Canti” scritto 50 anni fa parla di quel dedalo di sentieri invisibili che coprono tutta l&#8217;Australia e che gli europei chiamano le “Piste del Sogno” o appunto le “Vie dei Canti” e che gli Aborigeni chiamavano “Orme degli Antenati” o “Vie della Legge”. Le parole dello scrittore sono tuttora adatte a dascrivere quello che è  l&#8217;odierno “Spirito Australiano”. </strong></span><span style="font-style: normal;"><strong>“</strong></span><span style="font-style: normal;"><strong>I <img class="alignleft size-medium wp-image-1899" title="43" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/43-200x300.jpg" alt="43" width="200" height="300" />miti aborigeni sulla creazione – scrive Chatwin – narrano di leggendarie creature totemiche che nel Tempo del Sogno avevano percorso in lungo e in largo il continente cantando il nome di ogni cosa in cui si imbattevano -uccelli, animali, piante, rocce, pozzi, - e col loro canto avevano fatto esistere il mondo. Comunque – continua lo scrittore - mi feci una mia immagine di quei docili indigeni che un giorno lavoravano beati in un allevamento di bestiame e l&#8217;indomani, senza nessun preavviso e senza una ragione, se la svignavano e svanivano nel nulla. Si toglievano gli abiti da lavoro e partivano; stavano via settimane, mesi o addirittura anniattraversavano a piedi mezzo continente, magari solo per incontrare qualcuno, poi come niente fosse tornavano indietro. Si credeva che ogni antenato, nel suo viaggio in tutto il paese avesse sparso sulle proprie orme una scia di parole e di note musicali, e che queste Piste del Sogno fossero rimaste sulla terra come “vie” di comunicazione fra le tribù più lontane. “Un canto” faceva contemporaneamente da mappa e da antenna. Ai vecchi<img class="alignright size-medium wp-image-1903" title="img_97661" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/11/img_97661-300x200.jpg" alt="img_97661" width="300" height="200" />tempi un uomo in walkabout si spostava seguendo sempre una Via del Canto, oggi si viaggia in treno o in automobile”. </strong></span><span style="font-style: normal;"><strong>Dunque per ancora una volta oggi come allora, ma in tempi e con mezzi diversi. E a proposito di questo, visto che ho di nuovo tirato in ballo la “Beat Generation” torna alla mente anche una delle frasi più celebri di Kerouac, una delle espressioni più concrete che possano spiegare il walkabout e concludere il mio viaggio: “</strong></span><span style="font-style: normal;"><strong>Dove andiamo?</strong></span><span style="font-style: normal;"><strong> Non lo sò, ma dobbiamo andare”.</strong></span></p>
<p style="text-align: justify; "><strong><em></em></strong></p>
<p style="text-align: justify; "><em><strong> </strong></em></p>
<p style="text-align: right; "><span style="font-style: normal;"><strong>Matteo Osanna </strong></span><span style="font-style: normal;"><strong> </strong></span></p>
<p style="text-align: justify; "><span style="font-style: normal;"><br />
</span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p><strong><em><strong><em><strong></strong></em></strong></em></strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il bussiness dell&#8217;Everest: viaggio con lo zio fra i giganti himalayani</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Sep 2010 14:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Può succedere che da una camminata in Valmarecchia nascano dei sogni&#8230;che a volte si realizzano. Il mio è un insolito viaggio con lo zio, trent&#8217;anni più vecchio di me. &#8220;</em></p>
<p style="text-align: justify; "><img class="alignleft size-medium wp-image-1386" title="img_09881" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/img_09881-300x200.jpg" alt="img_09881" width="300" height="200" />KATHMANDU&#8217; (NEPAL) - Vista dall&#8217;alto la catena himalayana sembra un&#8217;immensa carta stagnola stropicciata e invece non è altro che il risultato dello scontro avvenuto milioni e milioni di anni fa, fra il sub continente indiano e la massiccia placca asiatica. L&#8217;aeroplanino colmo di merci e turisti prima sfiora le montagne poi atterra saltellando su di una cortissima pista in salita dove ad attenderlo fuori dall&#8217;aeroporto un muro umano di <em>portatori </em>è di nuovo lavoro. Lukla è la grande porta d&#8217;accesso<img class="alignright size-medium wp-image-1389" title="img_1099" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/img_1099-300x200.jpg" alt="img_1099" width="300" height="200" /> alla valle del Khumbu, da qui parte la Via che porta all&#8217;Everest. Si sfila tra piccoli bazar, sotto l&#8217;incessante sventolio colorato delle bandierine di preghiera e carovane di yak, cambiando ogni tanto versante, attraversando lunghi ponti sospesi. Negli anni venti quando ormai i due poli erano dati per conquistati, l&#8217;Everest venne definito il terzo polo. Sono passati più di 50 anni dal 29 maggio 1953 quando il neozelandese Edmund Hilary e lo sherpa Tenzing Norgay misero piede sulla cima più alta del mondo per la prima volta. Da allora molte cose sono cambiate, grazie all&#8217;Everest è nato un bussines e <img class="alignleft size-medium wp-image-1391" title="1-edmund-hillary-e-tenzing-norkay-alla-loro-spedizione-sulleverest" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/1-edmund-hillary-e-tenzing-norkay-alla-loro-spedizione-sulleverest-300x225.jpg" alt="1-edmund-hillary-e-tenzing-norkay-alla-loro-spedizione-sulleverest" width="300" height="225" />guardando i prezzi a volte ci si dimentica di essere in Nepal ed essere in Europa. Ancora oggi attorno a questa giostra, ogni bene di consumo, per chilometri e chilometri e migliaia di metri di dislivello, viene trasportato con l&#8217;antica forza dei muscoli, per questo più si sale più i prezzi tendono a lievitare. Nei ripidi tratti in salita, salta agli occhi la fatica e lo sforzo dei portatori: la testa rimane nascosta dal carico, le spalle e le braccia non si vedono, solo i talloni spuntano da sotto il carico. L&#8217;equilibrio vitale che si è creato in questa valle ruota attorno ad un unico filo conduttore: il turismo, dove tutto viene fatto e costruito <img class="alignright size-medium wp-image-1416" title="img_1108" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/img_1108-200x300.jpg" alt="img_1108" width="200" height="300" />in funzione di esso. Namche Bazar è nata proprio così, la capitale della valle e del popolo sherpa è stata &#8220;portata&#8221; sulle spalle della gente. Il nostro fisico si abitua lentamente alla quota e la fatica è accompagnata da una sottile emicrania. &#8220;Om mani padme um&#8221; dicono le scritte bianche che all&#8217;improvviso appaiono sui grossi sassi lungo il sentiero. Recitano il mantra che purifica l&#8217;uomo dai sei complessi dell&#8217;ego. <em>Orgoglio, ottusità, gelosia, cupidigia, ignoranza e rabbia</em> vengono trasformati nelle sei qualità della mente illuminata: <em>resistenza, armonia, generosità, buon comportamento, entusiasmo e comprensione.</em> Lungo la via, il Monastero di Tenghboche rappresenta un luogo sacro, &#8220;dove a nessuno <img class="alignleft size-medium wp-image-1395" title="img_8699" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/img_8699-300x200.jpg" alt="img_8699" width="300" height="200" />deve essere fatto alcun  male&#8221;, dove la parte finale di un&#8217; insegna vicino al monastero riporta: &#8220;possiate viaggiare in pace e camminare nel diletto e possa la benedizione del perfetto essere sempre con voi&#8221;. Da qui in poi, si  ha come la sensazione di varcare una soglia invisibile, ci si lascia la materialità alle spalle per dirigersi verso il divino. Camminare fra queste valli, significa anche inciampare in qualche leggenda: &#8220;Un  Grande Lama che viveva in un piccolo monastero di un villaggio qui vicino, un giorno fu avvicinato da un essere mai visto prima, era grande e peloso. Lo yeti ovvero l&#8217;abominevole uomo delle nevi, continuò ad aggirarsi sempre più frequentemente nei dintorni del monastero fino<img class="alignright size-medium wp-image-1398" title="img_1445" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/img_1445-300x200.jpg" alt="img_1445" width="300" height="200" /> ad instaurare una stretta amicizia con il Grande Lama. Un giorno però in una delle sue camminate, il Grande Lama trovò lo yeti morto proprio nei dintorni del monastero. Fu talmente dispiaciuto che per continuare a vederlo, volle conservare la sua testa&#8221;. La dura ascesa prosegue, oltre i 4.000 metri di altitudine la valle si allarga, potrebbe sembrare di essere arrivati al nulla e invece ci si trova nell&#8217;immenso, in una dimensione in cui la Terra appare come alle sue origini. Luce sempre più ardente, aria vuota, rocce al posto delle piante. Si sale attratti da queste montagne che producono su di noi un &#8220;effetto calamita&#8221; e  a quota 5.050, troviamo il gioiello della tecnologia italiana <img class="alignleft size-medium wp-image-1399" title="2-piramide-oservatorio-5050-mt" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/2-piramide-oservatorio-5050-mt-300x200.jpg" alt="2-piramide-oservatorio-5050-mt" width="300" height="200" />conosciuto da tutti come &#8220;Osservatorio-Piramide&#8221;. Ideato dal prof. Ardito Desio, è diventato oggi, gestito dal comitato Ev-K2-Cnr in collaborazione con l&#8217;Accademia di Scienze e Tecnologia Nepalese un laboratorio di studi e ricerche ad elevata altitudine. La struttura dotata di avanzate tecnologie ed autosufficiente dal punto di vista energetico, offre un&#8217;insostituibile opportunità per lo studio dei cambiamenti climatici e ambientali, della geologia e dei fenomeni sismici, della medicina e della fisiologia umana in condizioni estreme. Ancora più in alto invece, nei pressi delle voragini azzurrine e delle<img class="alignright size-medium wp-image-1404" title="3-nei-pressi-del-campo-base-5364-mt-riunione-straordinaria-del-consiglio-dei-ministri-nepales" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/3-nei-pressi-del-campo-base-5364-mt-riunione-straordinaria-del-consiglio-dei-ministri-nepales-300x225.jpg" alt="3-nei-pressi-del-campo-base-5364-mt-riunione-straordinaria-del-consiglio-dei-ministri-nepales" width="300" height="225" /> cattedrali di ghiaccio del Campo Base (5.364 mt.), si tiene in via del tutto eccezionale una riunione straordinaria del governo Nepalese, che anticipando di qualche giorno il confronto di Copenaghen vuole inviare un messaggio al Mondo intero riguardo l&#8217;impatto che il riscaldamento esercita sull&#8217;Himalaya. Il premier Madhav Kumar Nepal (giunto in elicottero assieme ad un ventina di ministri, tutti muniti di mascherina per l&#8217;ossigeno) ha sottolineato che &#8220;le questioni relative al <img class="alignleft size-medium wp-image-1423" title="4-veduta-panoramica-da-kala-pattar5550-in-basso-campo-base5364-in-alto-a-destra-la-vela-del-n" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/4-veduta-panoramica-da-kala-pattar5550-in-basso-campo-base5364-in-alto-a-destra-la-vela-del-n-300x225.jpg" alt="4-veduta-panoramica-da-kala-pattar5550-in-basso-campo-base5364-in-alto-a-destra-la-vela-del-n" width="300" height="225" />clima non riguardano solo l&#8217;Himalaya, ma l&#8217;intero pianeta&#8221;. Con questa storica ed insolita riunione il Nepal &#8220;chiede a tutte le grandi nazioni che emettono più gas nocivi, di ridurne urgentemente l&#8217;intensità, esortando i paesi ricchi ad assumersi maggiori responsabilità&#8221;. Con la speranza che questo avvenga ma che soprattutto serva a qualcosa, saliamo ancora e mettiamo lo scarpone sul nostro obiettivo: il Kala Patthar (pietra nera) a quota 5.550 metri. A questa altezza l&#8217;aria è rarefatta, si respira infatti solo il 50% dell&#8217;ossigeno che si dispone sul livello del mare, ma è la perfetta conclusione di questo viaggio dove la cima della Terra si svela al nostro sguardo e a<img class="alignright size-medium wp-image-1424" title="img_85791" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/02/img_85791-300x200.jpg" alt="img_85791" width="300" height="200" /> quello del cielo. Per gli orientali la montagna più alta del pianeta  è madre perché da lei sgorgano i fiumi e quindi la vita. Per tutto il resto del mondo invece l&#8217;Everest simboleggia il limite, perché lassù la terra finisce. Possiamo dunque dire che lassù vita e morte per un attimo  si sfiorano? Credo di si. Da quando sono iniziate le scalate alla vetta le statistiche (aggiornate al 1996) dicono che chi tenta la salita ha tre possibilità su quattro di rimanere vivo. Un amore e una passione quello della montagna che viene sempre più spesso travolto e annullato da troppe persone che non fanno altro che  rincorrere un primato. Forse sarà solo che io vivo questo amore diversamente: guardo, ammiro, vibro, incamero e me ne vado. Ancora un ultimo sforzo per abbracciare lo zio, ce l&#8217;abbiamo fatta la nostra salita finisce qua.</p>
<p style="text-align: right;">Matteo Osanna</p>
<p style="text-align: justify; ">Foto Everest:</p>
<p style="text-align: justify; "><a href="http://picasaweb.google.com/osannamatteo/FotoEverestIlBussinessDellEverestInViaggioConLoZioFraIGigantiHimalayani#">http://picasaweb.google.com/osannamatteo/FotoEverestIlBussinessDellEverestInViaggioConLoZioFraIGigantiHimalayani#</a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
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		<title>Dormire a Stromboli: &#8220;Il Giardino Segreto&#8221; e &#8220;Residence Aquilone&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 17:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ISOLA DI STROMBOLI - A Stromboli vi propongo due valide alternative: &#8220;Il Giardino Segreto&#8221; gestita da Antonio Aquilone e la seconda &#8220;Pensione-Guest House Aquilone&#8221; gestita dal fratello Francesco Aquilone. Entrambe le strutture si trovano in centro nei pressi della piazzetta panoramica della Chiesa di San Vincenzo ed offrono un buon rapporto qualità-prezzo-pulizia. Sono la soluzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ISOLA DI STROMBOLI - A Stromboli vi propongo due valide alternative: &#8220;Il Giardino Segreto&#8221; gestita da Antonio Aquilone e la seconda &#8220;Pensione-Guest House Aquilone&#8221; gestita dal fratello Francesco Aquilone. Entrambe le strutture si trovano in centro nei pressi della piazzetta panoramica della Chiesa di San Vincenzo ed offrono un buon rapporto qualità-prezzo-pulizia. Sono la soluzione adatta per chi vuole essere a due passi dal centro e nello stesso tempo in un luogo tranquillo. &#8220;Il Giardino Segreto&#8221; sorge alle pendici dal vulcano, ogni stanza è dotata di angolo cottura attrezzato e la struttura dispone di un grande terrazzo panoramico con vista su Strombolicchio dove vengono servite le colazioni. La struttura è immersa nel verde fra tante piante da frutto come limoni arance mandarini e tanti fiori fra i quali rose e tante camelie. Antonio Aquilone effettua anche escursioni al vulcano. Anche la &#8220;Pensione-Guest House Aquilone&#8221; del fratello Francesco è una struttura tipicamente Eoliana immersa nel verde di uno stupendo giardino mediterraneo sul quale si affaccia il terrazzino privato di ogni camera. Comunque per saperne di più visitate il sito:</p>
<p style="text-align: left;">&#8220;Il Giardino Segreto&#8221; di Aquilone Antonio:   <a href=" http://www.giardinosegretobb.it/ " target="_self"> http://www.giardinosegretobb.it/</a> &#8220;Pensione -Guest House Aquilone&#8221; di Francesco Aquilone:<a href=" http://www.aquiloneresidence.it/"> http://www.aquiloneresidence.it/</a></p>
<p style="text-align: left;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl id="attachment_1507" class="wp-caption aligncenter" style="width: 476px;">
<dt class="wp-caption-dt" style="text-align: left;"><img class="size-full wp-image-1507   " title="1-stromboli-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/1-stromboli-640.jpg" alt="1-stromboli-640" width="466" height="311" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Antonio Aquilone mentre spiega al gruppo l&#8217;escursione allo Stromboli all&#8217;esterno del suo &#8220;Giardino Segreto&#8221; </dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl id="attachment_1508" class="wp-caption aligncenter" style="width: 476px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1508    " title="2-stromboli-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/2-stromboli-640.jpg" alt="2-stromboli-640" width="466" height="350" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">&#8220;Residence Guest House Aquilone&#8221; di Francesco Aquilone. In alto la vetta dello Stromboli.</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<div class="mceTemp mceIEcenter" style="text-align: left;">
<dl id="attachment_1523" class="wp-caption aligncenter" style="width: 476px;">
<dt class="wp-caption-dt"><img class="size-full wp-image-1523    " title="6-sromboli-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/6-sromboli-640.jpg" alt="6-sromboli-640" width="466" height="311" /></dt>
<dd class="wp-caption-dd">Salita al Vulcano con Antonio Aquilone in testa al gruppo</dd>
</dl>
</div>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
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		<title>Dormire a Vulcano: Pensione &#8220;La Giara&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 17:22:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ISOLA DI VULCANO - La Pensione &#8220;La Giara&#8221; è un luogo ideale dove fermarsi sia per brevi che per lunghi periodi adattissimo per chi è alla ricerca di un luogo &#8220;strategico&#8221;, sia per il rapporto &#8220;qualità - prezzo - pulizia&#8221;. La sua posizione centrale ma tranquilla situata a poche centinaia di metri dal Porto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ISOLA DI VULCANO - La Pensione &#8220;La Giara&#8221; è un luogo ideale dove fermarsi sia per brevi che per lunghi periodi adattissimo per chi è alla ricerca di un luogo &#8220;strategico&#8221;, sia per il rapporto &#8220;qualità - prezzo - pulizia&#8221;. La sua posizione centrale ma tranquilla situata a poche centinaia di metri dal Porto di Levante (punto di attracco di navi e aliscafi) e dal Porto di Ponente (spiagge sabbie nere e mare delle acque calde) e dalle vasche dei fanghi per le cure termali, consente di muoversi comodamente a piedi, in poche parole si hanno tutte le comodità a portata di mano. Il signor Goffredo ed il figlio Manfredi che gestiscono la struttura all&#8217;ombra del Vulcano saranno lieti di proporvi oltre che alle tradizionali camere anche soluzioni di monolocali con angolo cottura e terrazzino, sia in centro che non. L&#8217;entrata della pensione è fra due grandi palme e la colazione a buffè viene servita sul grande tetto-terrazzo. Consigliato. Visita il sito: <a href="http://www.pensionelagiara.it/" target="_self">http://www.pensionelagiara.it/</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p><div id="attachment_1497" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1497" title="3-vulcano-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/3-vulcano-640.jpg" alt="3-vulcano-640" width="461" height="346" /><p class="wp-caption-text">L&#39;entrata fra le palme</p></div></p>
<p><div id="attachment_1498" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1498" title="4-vulcano-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/4-vulcano-640.jpg" alt="4-vulcano-640" width="461" height="309" /><p class="wp-caption-text">La colazione sul tetto-terrazzo ai piedi del vulcano</p></div></p>
<p style="text-align: center;">
<p><div id="attachment_1499" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1499 " title="640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/640.jpg" alt="640" width="461" height="308" /><p class="wp-caption-text">Ottimo luogo per socializzare con i vicini e... anche con Goffedro</p></div></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dormire a Linosa: &#8220;Casa Punta&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 17:19:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[ISOLA DI LINOSA - Più piccola e più a nord di Lampedusa è un&#8217;isola che merita non solo la visita di una giornata ma almeno un soggiorno di qualche giorno, c&#8217;è anche chi vi ramane tutta l&#8217;estate. L&#8217;Isola è tranquilla ed affascinante e il suo borgo è costituito dalle case colorate dei pescatori. Noleggiando un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ISOLA DI LINOSA - Più piccola e più a nord di Lampedusa è un&#8217;isola che merita non solo la visita di una giornata ma almeno un soggiorno di qualche giorno, c&#8217;è anche chi vi ramane tutta l&#8217;estate. L&#8217;Isola è tranquilla ed affascinante e il suo borgo è costituito dalle case colorate dei pescatori. Noleggiando un motorino si possono arrivare a fare bagni in luoghi meravigliosi dalle acque cristalline e nei periodi giusti (fine giugno) con un pò di fortuna è possibile assistere sulla spiaggia alla schiusa delle uova delle tartarughe caretta-caretta. Ci sono diversi tipi di ricezione &#8220;comoda&#8221; sull&#8217;isola ma noi abbiamo scelto una casa posta in un luogo dell&#8217;isola dove non esisteva la corrente elettrica e quindi senza luce, di conseguenza tante candele ed un minimo di organizzazione. Non c&#8217;è neppure l&#8217;acqua corrente: al mattino quando ci si alza si va pompare l&#8217;acqua per farla salire dal vascone di raccolta dell&#8217;acqua piovana fino alla grande botte posta sul tetto così durante il giorno l&#8217;acqua si riscalda e alla sera si fa la doccia calda. Di notte è possibile ascoltare il canto della &#8220;Berta maggiore&#8221; un uccello che nidifica in modo massiccio sull&#8217;isola, in luoghi tranquilli  e in posizioni a strapiombo sul mare, e nelle notti senza luna emette lamenti molto simili al pianto di un bambino. La casa è posta in un campo di fichi d&#8217;india ed è vicino al mare.  Il sito: <a href="http://www.linosa.biz/case.htm" target="_blank"> http://www.linosa.biz/case.htm</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p><div id="attachment_1566" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1566  " title="linosa-casa-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/linosa-casa-640.jpg" alt="La &quot;Casa Punta&quot;" width="461" height="308" /><p class="wp-caption-text">La &quot;Casa Punta&quot;</p></div></p>
<p><div id="attachment_1568" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1568  " title="10-linosa-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/10-linosa-640.jpg" alt="I magnifici tramonti che si possono ammirare da Casa Punta" width="461" height="308" /><p class="wp-caption-text">I magnifici tramonti che si possono ammirare da Casa Punta</p></div></p>
<p><div id="attachment_1569" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1569  " title="linosa-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/linosa-640.jpg" alt="La liberazione di una tartaruga dopo essere stata curata" width="461" height="308" /><p class="wp-caption-text">La liberazione di una tartaruga dopo essere stata curata</p></div></p>
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		<title>Dormire ad Alicudi: &#8220;Casa Mulino&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 17:17:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[ISOLA DI ALICUDI - A due passi dal porto si trova Casa Mulino, una tipica casa Eoliana circondata da fichi d&#8217;india, carrubi, oleandri e gerani. Si possono trovare altre sistemazioni sull&#8217;isola ma forse questa è la meglio piazzata e poi bisogna guardare anche ai prezzi. Altre case ed alcune in bella posizione vengono affittate dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ISOLA DI ALICUDI - A due passi dal porto si trova Casa Mulino, una tipica casa Eoliana circondata da fichi d&#8217;india, carrubi, oleandri e gerani. Si possono trovare altre sistemazioni sull&#8217;isola ma forse questa è la meglio piazzata e poi bisogna guardare anche ai prezzi. Altre case ed alcune in bella posizione vengono affittate dal padrone dell&#8217;alimentari. Per la cena consiglio la trattoria &#8220;da Silvio&#8221; del pescatore  Silverio Taranto. (tel. 090.9889922). Vi auguro un buon soggiorno nell&#8217;&#8221;eremo di Alicudi&#8221;. Visita il sito:<a href="http://www.alicudicasamulino.it/"> http://www.alicudicasamulino.it/</a></p>
<p><div id="attachment_1575" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img class="size-full wp-image-1575  " title="alicudi-cm" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/alicudi-cm.jpg" alt="Momento di relax sul terrazzo di Casa Mulino" width="410" height="274" /><p class="wp-caption-text">Momento di relax sul terrazzo di Casa Mulino</p></div></p>
<p><div id="attachment_1576" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img class="size-full wp-image-1576  " title="alicudi-silvio" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/alicudi-silvio.jpg" alt="A cena da Silvio" width="410" height="274" /><p class="wp-caption-text">A cena da Silvio</p></div></p>
<p><div id="attachment_1577" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img class="size-full wp-image-1577  " title="alicudi-ps" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/alicudi-ps.jpg" alt="Pesca grossa al porticciolo di Alicudi" width="410" height="274" /><p class="wp-caption-text">Pesca grossa al porticciolo di Alicudi</p></div></p>
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		<title>Dormire a Palmarola: &#8220;O&#8217;Francese&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 17:14:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[ISOLA DI PALMAROLA - Luogo di una bellezza straordinaria immerso nella macchia mediterranea circondata da un limpido mare. &#8220;O Francese&#8221; sorge sulla spiaggia ed oggi è l&#8217;unico rimasto dopo che quello a fianco è stato chiuso perchè comprato dalle &#8220;Fendy&#8221; che hanno anche una villa sull&#8217;isola. Bello fare anche un&#8217;escursione fino in cima e vedere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ISOLA DI PALMAROLA - Luogo di una bellezza straordinaria immerso nella macchia mediterranea circondata da un limpido mare. &#8220;O Francese&#8221; sorge sulla spiaggia ed oggi è l&#8217;unico rimasto dopo che quello a fianco è stato chiuso perchè comprato dalle &#8220;Fendy&#8221; che hanno anche una villa sull&#8217;isola. Bello fare anche un&#8217;escursione fino in cima e vedere Ponza e Zannone e visitare le grotte lungo il sentiero. Noi l&#8217;abbiamo raggiunta con una barca da mini crociera da Ponza e ci siamo fatti lasciare e venire a riprendere dopo quattro giorni. In realtà dovevamo stare due giorni ma ce ne siamo andati il quinto perchè il forte maestrale non permetteva la navigazione, oltretutto a Palmarola non esiste il porto, siamo rimasti isolati ed è stata un&#8217;esperienza indimenticabile. Se avete voglia di cambiare dalle solite calette, segnalo queste due barche per fare anche le minicrociere giornaliere dell&#8217;isola di Ponza e di Palmarola con partenze in tarda mattinata e rientro al tramonto.  Il pranzo che viene servito a bordo è annaffiato da fiumi di vinello fresco. Fantastiche sono le penne alla bottarga di Aniello, le migliori di Ponza.    Le barche sono:      -SS.Redentore- di Aniello tel. 339.8309248        -Il Fauno- di Francesco tel. 368.7497816  Visita il sito <a href="http://www.palmarola.org/index.htm  ">http://www.palmarola.org/index.htm </a></p>
<p><div id="attachment_1586" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img class="size-full wp-image-1586  " title="palmarola-s" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/palmarola-s.jpg" alt="La meravigliosa baia di Palmarola" width="410" height="307" /><p class="wp-caption-text">La meravigliosa baia di Palmarola</p></div></p>
<p><div id="attachment_1587" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1921" title="19-palmarola-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/19-palmarola-640-300x225.jpg" alt="19-palmarola-640" width="300" height="225" /><br />
<p class="wp-caption-text">Si pranza e si dorme in riva al mare</p></div></p>
<p><div id="attachment_1588" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="aligncenter size-medium wp-image-1922" title="20-palmarola-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/20-palmarola-640-300x200.jpg" alt="20-palmarola-640" width="300" height="200" /><br />
<p class="wp-caption-text">Bloccati sull&#39;isola per 4 giorni dal mare </p></div></p>
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		<title>Dormire a Lampedusa: &#8220;Residence la Salina da Paco&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Sep 2010 17:07:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[ISOLA DI LAMPEDUSA - Se volete evitare i villaggi turistici,  gli splendidi dammusi rifatti, i soliti alberghi, allora il Residence La Salina &#8220;da Paco&#8221; è la miglior soluzione.  Si affaccia sulla baia di &#8220;cala Salina&#8221; a cinque minuti a piedi dal centro e a dieci dal porto. Dispone di appartamenti confortevoli con terrazzo e angolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">ISOLA DI LAMPEDUSA - Se volete evitare i villaggi turistici,  gli splendidi dammusi rifatti, i soliti alberghi, allora il Residence La Salina &#8220;da Paco&#8221; è la miglior soluzione.  Si affaccia sulla baia di &#8220;cala Salina&#8221; a cinque minuti a piedi dal centro e a dieci dal porto. Dispone di appartamenti confortevoli con terrazzo e angolo cottura e di un grande barbecue nel giardino a fianco di un lungo tavolo dal tetto in paglia. Da &#8220;Paco&#8221; è anche possibile affittare motorino o macchina per raggiungere le spiagge più belle. Paco ha anche una bella barca e con lui potrete raggiungere i luoghi più nascosti dell&#8217;isola, vedere i delfini o farvi portare a pescare fino alla non lontana e disabitata isola di Lampione.  Visita il sito: <a href="http://www.residencealampedusa.it/" target="_self"> http://www.residencealampedusa.it/</a></p>
<p><div id="attachment_1561" class="wp-caption aligncenter" style="width: 448px"><img class="size-full wp-image-1561    " title="11-lampedusa-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/11-lampedusa-640.jpg" alt="11-lampedusa-640" width="438" height="293" /><p class="wp-caption-text">Residence La Salina</p></div></p>
<p style="text-align: center;">
<p><div id="attachment_1562" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img class="size-full wp-image-1562  " title="12-lampedusa-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/12-lampedusa-640.jpg" alt="Gita in barca con Paco" width="410" height="274" /><p class="wp-caption-text">Gita in barca con Paco</p></div></p>
<p><div id="attachment_1563" class="wp-caption aligncenter" style="width: 420px"><img class="size-full wp-image-1563  " title="13-lampedusa-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/13-lampedusa-640.jpg" alt="Verso l'isola di Lampione" width="410" height="274" /><p class="wp-caption-text">Verso l&#39;isola di Lampione</p></div></p>
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		<title>Dormire a Ginostra (Isola di Stromboli): &#8220;B&#038;B Luna Rossa&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 15:20:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Osanna</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[GINOSTRA (Isola di Stromboli) - Il pease di Ginostra è sicuramente un mondo a parte tanto da farmi sempre dire l&#8217;Isola di Ginostra e non il paese di Ginostra sull&#8217;isola di Stromboli. Un luogo che può chiamarsi villlaggio lontano da tutto e da tutti (ancora più di Alicudi) basti a pensare che la corrente elettrica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">GINOSTRA (Isola di Stromboli) - Il pease di Ginostra è sicuramente un mondo a parte tanto da farmi sempre dire l&#8217;Isola di Ginostra e non il paese di Ginostra sull&#8217;isola di Stromboli. Un luogo che può chiamarsi villlaggio lontano da tutto e da tutti (ancora più di Alicudi) basti a pensare che la corrente elettrica è arrivata solo nel 2005. Arrivare e restare qualche giorno a Ginostra significa andare alla scoperta di un antico ma ben conservato villaggio eoliano tra sogno e realtà come racconta nel suo libro &#8220;Ginostra&#8221; Gianluca Giuffrè giornalista ed operatore turistico del piccolo paese. Vi consiglio la lettura del suo libro e di trascorrere qualche giorno a Ginostra presso il B&amp;B Luna Rossa. Consiglio una permanenza a Ginostra a quelli che sono alla ricerca di qualcosa di diverso e di tanta, tanta tranquillità.                                                                                       Visita il sito: <a href="http://www.ginostraincontro.it/" target="_self">http://www.ginostraincontro.it/</a></p>
<p><div id="attachment_1511" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1511" title="7-ginostra-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/7-ginostra-640.jpg" alt="7-ginostra-640" width="461" height="346" /><p class="wp-caption-text">L&#39;insegna del B&amp;B</p></div></p>
<p><div id="attachment_1512" class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img class="size-full wp-image-1512" title="6-ginostra-640" src="http://www.osannamatteo.net/wp-content/uploads/2010/09/6-ginostra-640.jpg" alt="6-ginostra-640" width="461" height="346" /><p class="wp-caption-text">Dopo il temporale dalla finestra della camera</p></div></p>
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